Furba o intelligente?

Questa Regina di Bastoni, con in mano il fiore che adegua il suo volto alla traiettoria del sole, e con un gatto nero ai suoi piedi, è l’altra faccia della femminilità. Sembra che agisca solo per il suo tornaconto, ma, in realtà, sa vedere lontano: è la strega. Ciò che di noi femmine ha sempre spaventato l’uomo, a partire dal padre della psicanalisi, Freud, che considerò la donna come un essere misterioso. Cioè, non aveva capito nulla. Siamo misteriose, siamo streghe, sentiamo sulla pelle ciò che non può essere pensato. In più, vediamo lontano, e costruiamo destini. Oggi ho incontrato la mia manager interiore, avevo un sacco di impegni da far coincidere, avevo persone da incontrare e da capire, senza liquidare i sorrisi e le lacrime con una scrollata di spalle. Ho dovuto far ricorso alla sciamana che alberga dentro le mie ossa, e l’ho fatto volentieri. Una lunga esperienza, competenze di vita e di fatica, disillusioni e dolori hanno instillato dentro le fibre la forza. Sono certa che sarà lì fino all’ultimo respiro.

Alla mia povera fragilità

guardi senza sprecar parole.

Tu sei di pietra, ma io canto.

Tu sei un monumento, ma io volo.

Io so che il più tenero maggio

all’occhio dell’Eternità è nulla.

Ma io sono un uccello e non incolparmi

se una facile legge m’è imposta.

Marina I. CvetaevaPoesie

Condividere

Condividere, far festa. A chi non piace? Questo Quattro di Bastoni mi ricorda quanto è bello avere qualcosa e condividerlo con gli altri, farne motivo di gioia collettiva. In questo mondo dove siamo tutti di corsa, verso una meta che non riusciamo nemmeno a immaginare, ogni tanto fermarsi e condividere i nostri doni con gli altri e le altre è il vero piacere. In fondo siamo tutte e tutti uno, l’allegria della festa ce lo fa ricordare. Emergere, vincere essere i primi, gli invidiati non è una gran felicità. Trovare amici con cui far festa invece lo è. Questa carta annuncia la resurrezione della Pasqua, delle antiche festività primaverili pagane, dove la Natura profuma di nuovo e di bello, e gli umani gioiscono insieme del regalo che ricevono sempre, ogni anno. I fiori, la bellezza, un’altra opportunità.

Quando ebbi finito di raccontare la mia storia alle quaranta dame, alcune di quelle sedute più vicino a me rimasero per farmi compagnia, mentre le altre, vedendo che era notte, si alzarono per andare a cercare delle bugie. Ne portarono una prodigiosa quantità, che sostituirono a meraviglia la luce del giorno; ma le disposero con tale simmetria da non farcene desiderare di meno. Altre dame prepararono una tavola piena di frutta secca, confetture e altri cibi adatti a far bere, disponendo sopra una credenza parecchie qualità di vini e di liquori; infine ne apparvero altre con strumenti musicali. Quando fu tutto pronto, m’invitarono a mettermi a tavola. Le dame vi si sedettero con me e vi restammo abbastanza a lungo. Quelle che dovevano sonare gli strumenti e accompagnarli con le loro voci si alzarono e diedero un bel concerto. Le altre iniziarono una specie di danza, e danzarono a due a due, le une dopo le altre, con la migliore grazia del mondo.

Le mille e una notte -Storia del terzo calender

Sono piena d’amore

E’ così, succede, a volte. Mi sento come questa Regina di Coppe, piena d’amore, la coppa pronta per offrirlo. Sarà il riposo del fine settimana, sarà che ho visto amici per i quali nutro un affetto particolare, ma stasera mi sento proprio seduta su un trono, con una coppa in mano, sento il suono della risacca del mare. L’aria profuma di salsedine, e i miei piedi sono poggiati sulla sabbia ornata di conchiglie. Rilassata, tranquilla, col cuore gonfio e grato per tutto quello che la vita regala. L’amicizia, l’affetto, il sole che sorge, il sole che tramonta, la luna piena e i fiori che sbocciano. Un momento di grazia, e ringrazio che sia così.

Poesia di Mariangela Gualtieri, Io ringraziare desidero

Non dormire sugli allori!

Ah, è bastato saltare un giorno ed ecco che i Tarocchi mi rimproverano!!! Non dormire sugli allori! Il Quattro di Spade rappresenta la tomba di un soldato. E’ onorato da tutti, il suo sarcofago è ornato della sua spada da combattimento, ed è chiaro che si tratta di un eroe. Un eroe morto, però, le sue gesta appartengono al passato. Possiamo riconoscere il suo valore, è stato bravo. Ma è passato, e ora questa carta mi dice che devo svegliarmi, e ricominciare tutto daccapo. Va bene, ci sto un’altra volta, mi metterò a disposizione delle correnti del fiume della vita, che ultimamente mi hanno sbatacchiato non poco, con mia grande soddisfazione, lo ammetto, anche se mi sento ammaccata. Non posso pensarci sopra, vado avanti.

L’eroe, conclusa la propria ricerca con la penetrazione nella fonte, o per mezzo della grazia di qualche personificazione maschile o femminile, umana o animale, deve far ritorno con il suo trofeo rinnovatore della vita. La legge del monomito, il ciclo completo, esigono chel’eroe inizi ora la fatica di portare le rune della saggezza, il Vello d’oro, o la sua principessa addormentata fra gli esseri umani, dove il dono ricevuto potrà contribuire a rinnovare la comunità, la nazione, il pianeta o i diecimila mondi.

Joseph Cambell – L’eroe dai mille volti

Virtuosismi

Anche oggi ho avuto a che fare col mio raffreddore. Ho allenato la mia fiducia nella capacità del corpo di autoguarigione, ho camminato fra gli sternuti e la tosse, convinta però che, se non è grave, il mio corpo da solo ce la farà. Un bellissimo esercizio, mi sono ripetuta che oggi era il giorno clou, e che da domani andrà meglio. Ho sentito nelle orecchie le voci di mamma, amiche, parenti vari che mi suggerivano di prendere almeno un’aspirina, ma non l’ho fatto. Sento che devo espellere in piena libertà la fatica accumulata, non desidero porre dei freni a questa purificazione. Vado seguendo il mio sentire, con intelligenza e ascolto del corpo. Ecco che stasera, a cancellare ogni dubbio, appare la carta n. VIII, La Forza. Mi dice proprio questo, la virtù da esercitare ora è la fortezza dell’animo, cioè fidarmi di ciò che sento, senza ascoltare i consigli delle altre e degli altri. Infatti il leone sta già facendo le fusa, tra le mie mani, perché sente la gentilezza con cui lo accarezzo.

Questo vorrei che ricordaste, rammentandomi:

Che ciò che in voi sembra più debole e confuso, è il più forte e il più determinato. Non è il vostro respiro che ha eretto e indurito la struttura delle ossa?

E non è un sogno, che nessuno di voi ricorda di aver fatto, che edificò questa città e tutto quello che c’è in lei?

Se poteste vedre le maree di quel respiro smettereste di vedere ogni altra cosa. E se poteste udire il mormorio di quel sogno non sentireste altro suono.

Gibran Kahlil Gibran – Il Profeta.

L’innocenza, la generosità

Benvenuto, Sei di Coppe! Sono rimasta a casa tutto il giorno, a causa di un forte raffreddore. Mi sono riposata, ho preso tutto con calma. Nonostante questa apparente inattività, molti fili sono stati intessuti, molte parole condivise. Nel tempo di qualità che oggi ho vissuto ho scoperto una semplicità del cuore che di solito non riesco a ricordare. Quanto affetto intorno a me, sono veramente grata. C’è un intreccio di legami e fili “buoni”, che non limitano, ma uniscono. Ci sono i fiori e la bellezza straripante della primavera, che perfino qui, nella mia casa, sta esplodendo. Ho ricevuto tanti piccoli doni e ho fatto in tempo a riconoscerli e apprezzarli. In fondo non è tutto qui?

Per la Signora Johanna Von Kunesch

Gli anni passano… Eppure è come in treno:

Noi, sì, passiamo e gli anni rimangono

come paesaggio dietro i vetri di questo viaggio

che il sole illuminò o appannò il gelo.

E ogni cosa che accade nello spazio si dispone:

una si fece prato, una albero, una

aiutò il cielo a formarsi… Ci sono

farfalle e fiori, e nessuna mente;

la metamorfosi non è menzogna…

Rainer Maria Rilke – Poesie 1907-1926

imprigionata, non vedo via d’uscita

Ecco, come mi sento! come l’Otto di Spade! i piedi nel pantano, sento il fango sotto le dita, viscido, appiccicoso. Tutto intorno a me spade, mi circondano come una gabbia; sono legata e gli occhi sono bendati. Non vedo via d’uscita, da questo pantano in cui mi trovo. Infatti mi è scoppiato un raffreddore, ho anche la tosse. Quando l’essere non è capace di reggere le situazioni, è il corpo che risponde. Le difese si abbassano, si diventa fragili. Sono intrappolata, devo per forza aspettare. Mi metterò calma e attenderò, senza però l’illusione che tutto si sistemerà, perché non è più un’illusione coltivabile. La speranza sì, quella c’è sempre, come c’è sempre la fiducia che ogni cosa che accade è sempre la miglior cosa che possa succedere. Mi arrendo all’immobilità. Aspetto e medito.

Otto di Spade: […]

Se si vuole leggere questa carta negativamente, vi si potrà vedere il blocco intellettuale, tutte le malattie che colpiscono la cognizione, dal coma all’amnesia all’afasia, la paura del vuoto, lo stupore.

Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa: La Via dei Tarocchi

andiam, andiam, andiam a lavorar!

Anche oggi ho la mia bella esperienza su cui lavorare, anche se so che non conta nulla. Eggià perché l’ho capito che tutto questo è un giochino per farmi riempire il tempo, mentre attendo speranzosa che accada l’estasi divina. Intanto me la sbrigo con le mie insoddisfazioni, con i piccoli dolori quotidiani lavorandoci su. Che brutta frase “lavorarci su” per raccontare quello che faccio: in realtà prendo i fastidi e i guai, li metto nel pentolone del mio cuore, faccio bollire, bollire, bollire, bollire e alla fine prendo la pietra preziosa che esce da questa trasformazione e la guardo con la felicità nello sguardo. Quindi benvenuti inciampi quotidiani, piccole ferite dovute ai rapporti con le persone, benvenuto a tutto ciò che arriva. Tanto lo so che è tutto samsara, è tutta rappresentazione.



L’antichissima sapienza indiana dice: «È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che egli prende per un serpente» (Questi paragoni si trovano ripetuti in luoghi innumerevoli dei Veda e dei Purana).

Arthur Schopenhauer

Ahhh, l’arte!

Una bella manona bianca mi offre un bastone pieno di germogli. In questa fase confusa questo Asso di Bastoni è come un balsamo per i miei tormenti. Oggi è stata una giornata dedicata all’arte, Come un’offerta arriva la comprensione, cade semplicemente dal cielo quando si parla di artisti, si fanno cose con le mani, ci si connette con la propria sensibilità. Ho partecipato a un laboratorio artistico di Chiara Sgarbi. Un pomeriggio di gioia e di ascolto della mia parte creativa, guidata dalle sapienti indicazioni dell’artista. Insomma oggi mi sono un po’ sporcata le mani con la terra, ho respirato un po’ di Natura, ho conversato con persone gradevoli e nutrienti per l’anima. Questa insostenibile leggerezza dell’essere mi fa vedere un vero sentiero da percorrere, capisco cosa ho voglia di fare. Poi ho anche fatto un bell’incontro sul finale di giornata, e insomma a volte mi sento affaticata e smaniosa di cambiare tutto, però vedo che ci sono piccole radure in questo bosco intricato di radici e cespugli. Oggi sono arrivata a una radura, con la luce del sole che filtrava dagli alberi e il tepore della primavera che scaldava le ossa.

Vorrei spendere una parola in favore della Natura, dell’assoluta libertà e dello stato selvaggio,contrapposti a una libertà e a una cultura puramente civili; vorrei considerare l’uomo come abitatore della Natura, come sua parte integrante, e non come membro della società. Desidero fare un’affermazione estrema, e per questo sarò enfatico: la civiltà ha già fin troppi paladini.

Thoreau – Camminare

Progettarsi un nuovo futuro

Il mondo è nelle mie mani. Scruto l’orizzonte, cerco di vedere al di là del conosciuto, mi sforzo di capire la strada da intraprendere. Il momento è così, come nella figura del Due di Bastoni, sto progettando nuovi lidi, nuove esperienze. La voglia di cercare nuove esperienze c’è, ad essere sincera. In questa fase non è chiaro dove si dirigerà la mia barchetta, l’unica cosa che so è che ha una gran voglia di salpare. Sono quindi in una fase molto vulcanica, dove nuove idee sorgono e si spengono in un battibaleno, e una fra tutte sarà quella che mi porterà verso la nuova fase della mia vita. Potrebbe anche non essere una mia idea, potrebbe essere un avvenimento fuori dal mio controllo. La cosa certa è che sta cambiando il vento, e sono pronta a seguirlo.

Come trasformare il vostro essere? Cosa dovete fare? Nulla! Perché il vostro essere si trasformi, dovete vedere. Vedere qualcosa che vi trasformi. Nessuno cambia lavorando su se stesso. Voi sapete riparare tante cose e questo è un grande dono. Quando però tentate di riparare le persone, con ogni probabilità avrete dei problemi. Voi non dovete fare nulla, dovete vedere le cose in modo nuovo.

Antony de MelloIstruzioni di volo per aquile e polli