Terra!!!

Una carta d’acqua e di cielo per raccontare l’orizzonte di una nuova terra che intravedo. La carta n. XVII, Le Stelle, indica il cammino per la pace dell’anima. Dopo tanto cercare al buio, finalmente appare nel cielo la stella polare, e so dov’è il nord. Da questo momento so dove devo dirigermi. Magari è tutto sbagliato, magari sono vittima di un abbaglio. Meglio così, almeno mi muovo, cammino. La barca vacilla, il mare a tratti è grosso. Non ci sono garanzie di riuscita, e forse non è nemmeno quella la giusta strada. Sarà un nuovo esperimento, difficile, pauroso, molto eccitante. Si chiama libertà.

“Qui si prepara la grande fatica e la prova suprema dell’anima. Perché le anime che sono chiamate immortali, quando sian giunte al sommo della volta celeste, si spandono fuori e si librano sopra il dorso del cielo: e l’orbitare del cielo le trae attorno, così librate, ed esse contemplano quanto sta fuori del cielo”.

Platone – Fedro

Il cielo di notte

Nelle notti senza luna, d’estate, se guardo il cielo lo vedo pieno di stelle. Se sto vicina alla mia condizione più naturale, su un prato o una spiaggia, tutto sembra magico. La carta n. XVII, La Stella, è proprio così. Tutto diventa magico e quello che ieri sembrava ovvio, scontato, si ammanta di luce. A un’unica condizione, però. Che mi riconnetta con la Natura, con quel sentore primordiale col quale sono tanto intima. Questa carta mi prende per mano e mi riporta dalla mia strega interiore, e sorridendo mi lascia lì. Un invito ad attivare le mie arti magiche, che accetto volentieri. Prendo il mantello e mi avvio verso la luce, senza paura. Che sia proprio la paura che devo sconfiggere con la magia? E come si chiama questa magia? Amore?

Come le stelle in cielo, intorno  alla luna lucente,

brillano ardendo, se l’aria è priva di venti;

si scoprono tutte le cime e gli alti promontori

e le valli; nel cielo s’è rotto l’etere immenso,

si vedono tutte le stelle; gioisce in cuore il pastore;

OmeroIliade – libro VIII