Il risveglio dall’incubo

Tutto intorno è nero, la notte urla il suo lamento spaventoso. Il Nove di Spade è arrivato, e anche se mi sono risvegliata, l’incubo aleggia intorno. Non è facile andare oltre la paura, i ricordi brutti, la mente che racconta favole macabre. Ma sono al risveglio,e prima o poi mi accorgerò che era solo un incubo. Qui, ora, è tutto diverso, posso azzardare passi nuovi, esplorare sentieri mai esplorati. Ogni volta che trovo quella barriera che mi separa dal lasciarmi andare, dal fluire con tutto quello che succede, mi sento così. L’incubo prende le viscere, fa vivere in un mondo distorto. Ora però ho il vantaggio di aver capito che è solo un sogno, una rimembranza di un passato che non esiste più. Vorrei incontrare la paura, anzi la sto cercando, finalmente, per avere un faccia a faccia con i mostri della mente. Vieni avanti, paura. Io sono qua che ti aspetto, non vedo l’ora.

“Douglas!” – balbettò. “Birlstone! Ma che cos’è questo signor Holmes? Accidenti! Vera e propria stregoneria! Come diamine ha fatto a essere in possesso di queste indicazioni? “Si tratta di un messaggio cifrato che il Dottor Watson e io abbiamo avuto la fortuna di poter interpretare. Ma perché? Cosa c’è di strano in questi nomi?” L’ispettore, più sbalordito che mai, guardò prima Holmes e poi me. “Semplicemente questo” disse alla fine “che il signor Douglas del castello di Birlstone è stato ucciso questa mattina in circostanze terribili”.

A. Conan Doyle – La valle della paura

Crollano le difese!

Oramai sei un ricordo, caro Nove di Bastoni. Tu ancora impugni il nono bastone a difesa delle tue otto paure, mentre io, poverina, vedo aprirsi il mio cuore minuto dopo minuto. Era bello evitare i coinvolgimenti, sentirsi protetta da una scorza di diffidenza nei confronti del mondo. Adesso, invece, arriva tutto. Oggi ho fatto l’esperienza di molte e mutevoli emozioni, perchè si è aperto un varco nella corazza che mi proteggeva. A forza di tener stretto, di evitare di guardare le persone negli occhi, riconosco di aver creato molto dolore in me. La porta si è aperta, il vaso di Pandora svuotato, e sta uscendo il fiume trattenuto finora. Bene, adoro quando la mia aura è di mille colori diversi, e non so più cosa voglio e chi sono. Mi lascio andare all’arcobaleno, senza cercare la pentola d’oro che ne sta alla base.

L’amore è possibile, ma solo quando non hai bisogno di nessuno: questo è il problema. Funziona come una banca. Se vai in banca e hai bisogno di soldi, non ti daranno niente. Se non hai bisogno di soldi, perché ne hai a sufficienza, la banca sarà sempre pronta a concederteli. Se non hai bisogno di una cosa, sono disposti a dartela; se ne hai bisogno, non sono disposti ad aiutarti. L’amore è possibile quando non hai bisogno di nessuno, sei autosufficiente e riesci a essere immensamente felice ed estatico da solo, Ma nemmeno in quel caso puoi sapere con certezza se l’amore dell’altra persona sia autentico o no. Puoi essere certo solo su un punto: sull’autenticità del tuo amore.

Osho – Con te e senza di te.

Il giardino della bellezza

Nove di Denari

Una giornata di sole, finalmente! E’ stato bello uscire, vedere gente e soprattutto conoscere persone nuove. Una certa armonia permeava l’aria, oggi, proprio come in questo Nove di Denari, dove una donna si gode il suo giardino curato, fra grappoli d’uva, colline e alberi. Sulla sua mano è appoggiata un’upupa, simbolo di creatività e di intuizione poetica. Strano, gli incontri di oggi hanno decisamente stimolato la mia vena creativa, e hanno risvegliato la mia sete di bellezza. La verità è che sto scoprendo il piacere dell’arte, mi dà l’impressione di un’Arca di Salvezza in un mondo che va sempre più veloce verso qualcosa di indefinito. Pensare, vivere, agire dalla bellezza rende la vita gentile, meditativa e, qualsiasi cosa accada, l’espressione sarà gentile e meditativa. Una pausa dagli eventi e dal tumulto ogni tanto ci vuole. E siccome ogni giorno porta con sè una nuova scoperta, oggi posso dire di aver incontrato l’arte.

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

“Upupa, ilare uccello calunniato” – di Mauro Candiloro

Ho varcato la soglia

La razionalità cerca ancora debolmente di difendere lo spazio, di proteggere dai pericoli e dalle insidie dei sentimenti; una fatica abbastanza inutile, temo, perché sento con tutta me stessa che la mia parte più vera sta emergendo con prepotenza. Cerco, insomma, di darmi un contegno, ma sono sempre più accogliente, generosa, desiderosa di condividere. Questo Nove di Coppe è a un passo dal momento in cui gli ospiti arriveranno, e ha preparato tutto con cura, per farli sentire felici e a casa. Sarà una serata di gioia, pensa, e la condividerò con chi amo.

Per quanto mi riguarda, non ho nemmeno più paura di aprirmi, mi sto semplicemente arrendendo al fatto che sono già aperta verso gli altri, con tutto quello che questo comporta. E’ una nuova nascita, e tutti i miei timori di ripetere schemi oramai consunti stanno evaporando in una nuova fiducia nell’aiuto e nel supporto degli altri. Non devo fare sempre tutto da sola.

Muoviti,

ma non muoverti

nel modo in cui

la paura ti muove.

Rumi