Gentile e inaspettato

Con tutta la tua innocenza e semplicità arrivi davanti a i miei occhi, Fante di Coppe. In mano hai il simbolo delle emozioni, e la tua coppa è talmente piena d’acqua che perfino un pesciolino può sguazzarci allegramente. Non mi offri solo l’emozione, mi offri anche la vita che può viverci dentro. Che bella immagine, questa Carta di Corte mi regala una luce. In questo tempo caotico, dove non c’è speranza ma ci sono tante aspettative, incontro spesso persone, per lo più giovani, che hanno questa energia. Semplicità e curiosità per il cambiamento che il mondo sta attraversando. Nessuno sa dove andremo a finire, ma c’è tanta innocenza e tanta voglia di vivere. I ragazzi e le ragazze non c’entrano nulla con il mondo che abbiamo costruito noi, e lo sanno bene. Stanno cercando di fare il loro, e io faccio il tifo.

Girai la testa. Stavo disteso sulla terra morbida, in una cavità tra i cespugli di ginestra. Erano carichi di fiori dorati, dal profumo dolce, fiamme chiamate alla vita dalla primavera. Accanto a me stava inginocchiato un ragazzo. Aveva forse dodici anni, sporco, con i capelli arruffati e vestito di ruvida stoffa marrone; il suo mantello, fatto di pelli grossolanamente cucite assieme, era strappato in più punti. In mano teneva un bastone. Indipendentemente dal suo odore, era facile intuirne il mestiere perché lì attorno c’era il suo gregge di capre che brucava tra le ginestre i giovani germogli verdi. Quando mi mossi, saltò subito in piedi e indietreggiò un poco scrutandomi, tra diffidente e speranzoso, attraverso lo sporco groviglio del suo ciuffo di capelli. Dunque, non mi aveva ancora derubato. Studiai il pesante bastone che aveva in mano chiedendomi stancamente, nell’intontimento del dolore, se sarei riuscito a difendermi da quel ragazzino. Ma pareva che le sue speranze puntassero solo su una ricompensa. Indicava qualcosa che non potevo vedere, oltre i cespugli. “Ho preso il vostro cavallo. E’ legato laggiù. Vi credevo morto”.

Mary Stewart – Le grotte nelle montagne

Con calma, partendo da me.

Riprendo il filo del discorso, dopo l’agitazione dei giorni scorsi. Il Fante di Denari riflette, questa sera, un pensiero che mi è venuto alla mente poco fa: se mi trovo a disagio è perché ho fatto in modo che si costruisse la struttura che ora mi fa sentire in gabbia. Qual è stato il programma che ho innescato per trovarmi dove sono? Alla fine riflettere su ciò che è successo è sempre l’unica via di scampo. Ho trovato molti avvenimenti ripetitivi, anche nel passato, che assomigliano a questo momento. Ho capito che voglio sempre far tutti felici, e io poi a me ci penserò. La novità di questi giorni è che ho compreso che per trovare la soluzione alle difficoltà di relazione mi adeguo alla personalità più aggressiva che individuo nell’ambiente in cui mi trovo. Ahah!!!! ti ho beccato, paradigma obsoleto e pernicioso.

Prendete coscienza di voi stessi. Osservatevi. E’ per questo che prima ho detto che l’autosservazione è una cosa tanto straordinaria e meravigliosa. Dopo un po’ non è necessario alcuno sforzo, perché man mano che le illusioni si sbriciolano si iniziano a conoscere delle cose che non possono essere descritte. Si chiama felicità. Tutto cambia, e ci si abbandona alla consapevolezza.

Antony De Mello -Messaggio per un’aquila che si crede un pollo

Allarme rosso! Romantic mood

Questo Fante di Spade mi avverte del pericolo incombente. Sono stranamente romantica, oggi, e so per esperienza che l’atmosfera è molto pericolosa. Si porta dietro un sacco di passato, lacrime provocate da canzoni mielose, perplessità di fronte alle esperienze della vita. Il Fante di Spade è un idealista, sogna. Ho sognato anche troppo, finora, e ho voglia di sperimentare davvero. Quindi, caro Fante di Spade, caro romanticismo, mi piacete molto, ma vi tengo lì, come la chiave della serratura del cuore, ma non mi fregate più. Sono troppo esperta della vita, troppo libera per pensare all’amore come vogliono tutti questi vecchi schemi. Ancora una volta, apro le ali e volo, guardo a tutti questi bei sentimenti, sorrido e intanto spicco il salto che mi permette di andare oltre, di vedere di più.

Ho bisogno di me!

C’è chi dice che il Fante di Bastoni rappresenti il narcisista, qualcuno che si ama e si ammira. A me sembra che questa carta racconti il mio bisogno di intimità e di riflessione su tutto quello che sta accadendo. C’è un certo piacere nello stare qui da sola a lasciare che gli eventi si depositino sul fondo, dando più spazio a tutto quello che sta accadendo. Che poi, a guardare con occhi normali, non è che sta succedendo poi così tanto. Il fatto è che gli occhi con cui sto guardando alla realtà sono particolarmente sensibili, in questo periodo, forse sarà anche merito dei Tarocchi. Allora questo Fante di Bastoni mi dà il tempo e lo spazio per accorgermi che una soglia è stata attraversata, che la vecchia pelle giace lì, abbandonata sul terreno. Quindi un pochino di narcisimo ci sta: sto guardando i miei occhi e mi piacciono, guardo i miei capelli e mi piacciono, guardo il mio sorriso e mi piace. Che c’è di male?

Così Narciso aveva deluso costei, così altre ninfe, nate dalle acque o dai monti così, prima, frotte di maschi. Finchè un giorno uno, disprezzato, levò le mani al ciel e disse: “che possa innamorarsi anche lui e non possedere mai chi ama!” Così disse, e la Dea di Ramnunte assentì a quella giusta preghiera. C’era una fonte senza un filo di fango, dalle acque argentate e trasparenti.[…] Qui il fanciullo, spossato dalle fatiche della caccia e della calura, si getta bocconi, attratto dalla bellezza del posto e della fonte ma, mentre cerca di sedare la sete, un’altra sete gli cresce: mentre beve, invaghitosi della forma che vede riflessa, spera in un amore che non ha corpo, crede che sia un corpo quella che è un’ombra.

OvidioLe Metamorfosi