Fiducia nella vita!

Gutta cavat lapidem. La goccia scava la roccia. La carta n. VIII, La Forza, è una delle mie preferite. Rappresenta la determinazione a essere felici, cercando la via per ottenere il meglio. Con gentilezza, con semplicità, senza sforzo, ma con una chiara direzione, inattaccabile. Sono sorridente e fiduciosa nella vita, perché ho voglia di cambiamenti, perché scopro ogni giorno momenti belli, perché il leone che dentro di me di solito ruggisce ora sta facendo le fusa, e forse ho imparato la gentilezza verso di me, la pazienza verso il mondo. Avanti così, quindi, con la forza del leone e la dolcezza che stilla dai miei occhi. Provo a includere, ad assorbire ciò che non mi piace e a mandarlo fuori dopo averlo trasformato. Luci, stelle, gioia e sole.

La fiducia nella vita è qualcosa di evidente e insieme di difficile definizione. […]

Diciamolo in termini più semplici: confidare nella vita è pensare che sia, dopotutto, una cosa buona. Che in fondo al nostro mondo, malgrado lo scandalo a cui a volte esso concede spazio, vi sia come una sorta di tenerezza, una luce che abbiamo già intravisto e che non si dimentica. Non dobbiamo sapere a tuti i costi da dove viene.

Dopotutto, non sempre sappiamo in cosa confidiamo quando confidiamo nella vita. Abbiamo fiducia e basta. E’ una fiducia senza oggetto, una fiducia pura.

Charles Pépin – La Fiducia in se stessi

Virtuosismi

Anche oggi ho avuto a che fare col mio raffreddore. Ho allenato la mia fiducia nella capacità del corpo di autoguarigione, ho camminato fra gli sternuti e la tosse, convinta però che, se non è grave, il mio corpo da solo ce la farà. Un bellissimo esercizio, mi sono ripetuta che oggi era il giorno clou, e che da domani andrà meglio. Ho sentito nelle orecchie le voci di mamma, amiche, parenti vari che mi suggerivano di prendere almeno un’aspirina, ma non l’ho fatto. Sento che devo espellere in piena libertà la fatica accumulata, non desidero porre dei freni a questa purificazione. Vado seguendo il mio sentire, con intelligenza e ascolto del corpo. Ecco che stasera, a cancellare ogni dubbio, appare la carta n. VIII, La Forza. Mi dice proprio questo, la virtù da esercitare ora è la fortezza dell’animo, cioè fidarmi di ciò che sento, senza ascoltare i consigli delle altre e degli altri. Infatti il leone sta già facendo le fusa, tra le mie mani, perché sente la gentilezza con cui lo accarezzo.

Questo vorrei che ricordaste, rammentandomi:

Che ciò che in voi sembra più debole e confuso, è il più forte e il più determinato. Non è il vostro respiro che ha eretto e indurito la struttura delle ossa?

E non è un sogno, che nessuno di voi ricorda di aver fatto, che edificò questa città e tutto quello che c’è in lei?

Se poteste vedre le maree di quel respiro smettereste di vedere ogni altra cosa. E se poteste udire il mormorio di quel sogno non sentireste altro suono.

Gibran Kahlil Gibran – Il Profeta.