Grazia

Ecco le Tre Grazie: Aglaia, Eufrosine e Talia. Lo splendore, la letizia, la prosperità. Chi ha disegnato questo Tre di Coppe ha voluto rappresentarlo così, con tre giovani donne che danzano giocando leggere con le coppe che hanno in mano. Sono la rappresentazione della grazia, al femminile. Oggi sento che c’è bisogno di questa sensazione di bellezza leggera, di purezza e di gioia. Mi ricordano che la vita è un bellissimo dono, e che mi basta guardare con lo sguardo giusto per vedere i miracoli che sperimento ogni giorno. Per quanto mi riguarda, la luce che splende dentro in questi giorni è oscurata. Sento lo stesso una gran gioia per il semplice fatto di essere al mondo, ma sto bene attenta a non darlo a vedere. C’è chi potrebbe non capire. Ma il grande regalo di oggi è comprendere che non c’è più quella tipa paurosa, timorosa di essere se stessa, dentro di me. C’è anzi una nuova, coraggiosa e aggraziata femmina che guarda al mondo con dolcezza e determinazione.

“Adesso mettiti dritta, cammina con scioltezza ed eleganza anche se ti porti addosso il peso di una tonnellata. Pensa soprattutto che sei una donna bella, forte, potente e che non conosci la stanchezza. Ripetiti nella mente: Sono bella, sono preziosa, sono una persona importante”. “Ma questo sarebbe vanagloriarmi e gonfiare il mio ego” replicò Lara. “E’ meglio questo che avere un ego abbattuto. Tu cerca di darti valore,sentiti una donna importante, per quello che sei. Se non sei importante di fronte a te stessa, non sperare nemmeno di esserlo per gli altri”.

Hernàn Huarache Mamani– La donna dalla coda d’argento

Rendere conto

Ci sono momenti in cui è necessario rendere conto. Del proprio fare, delle posizioni che si prendono nelle vicissitudini sociali, nel rapporto con gli altri, nei confronti del proprio passato. Oggi, in effetti, questo Tre di Denari ci sta proprio bene. E’ stata una giornata di resoconti, di improvvisi lampi di comprensione del perché il presente è così, per me. Il passato chiama, vuole che mi spieghi. Il mio vivere attuale esige delle giustificazioni sul mio comportamento. E’ inutile lottare contro questa realtà, vivo in un contesto fatto di tante persone, e ognuna di loro ha sentito una vibrazione partire da me, alcuni l’hanno trovata piacevole, altri meno. Ecco, vorrei vivere in un eremo, dimenticarmi del mondo. L’inferno sono gli altri, dice J.P. Sartre, e secondo me ha ragione, almeno guardando il mondo con gli occhi di adesso. Chissà se cambierà questa sensazione di solitudine e di dovere; credo di no. Mi sa che continuerò a vedere il mondo con gli occhi della Legge Morale e a cercare qualcuno che mi perdoni e che guardi il cielo insieme a me.

L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.

Immanuel Kant – Che cos’è l’illuminismo?

Una spada nel cuore (anzi tre)

Adoro questa immagine. Un cielo plumbeo fa da sfondo a un cuore trafitto da tre spade. L’unico colore potente è il rosso del cuore, tutto il resto è quasi incolore, grigio. Piove, oltretutto, in questo Tre di Spade. Insomma c’è poco da stare allegri. Intensi sì, però. Credo di aver pescato questo tarocco perché ricomincio a sentirlo, il cuore, e dopo tanto tempo mi duole un po’. Vivo, rosso, pieno di vitalità ribelle verso una realtà che punge, che lo ferisce. Non c’è sconfitta, in questa carta, c’è la voglia di riscatto, c’è il riconoscimento del proprio sano dolore come parte integrante della vita che scorre nelle vene. Un temporale dell’anima, in cui si esprime tutta la voglia di esistere di un essere che, piccolino lì giù in fondo, vuole uscire allo scoperto. La via del cuore farà luce alla sua strada, e confido di presentarvela presto, questa piccola peste che pretende di essere ascoltata.


Canzone triste
Quando il mattino è desto
Tre colombe mi nascono dal cuore
Mentre il colore rosso del pensiero
Ruota costante intorno alla penombra.
Tre colombe che filano armonia
E non hanno timore ch’io le sfiori…
Nascono all’alba quando le mie mani
Sono intrise di sonno e non ancora
Alte, levate in gesti di minaccia…

Alda Merini

Un piccolo viaggio

Un ragazzo guarda l’orizzonte. E’ mattina presto, è pronto per il suo viaggio. L’odore del mattino sa di avventura e la brezza leggera smuove il suo mantello. Tutto è pronto per questo piccolo viaggio, non ci sono aspettative, ma il sapore del nuovo è già sulle labbra. Anche io stasera mi sento così, come una giovane che si chiede cosa succederà, affascinata dal giorno che si sta affacciando nella sua vita. Infatti domani farò un viaggetto, e domani sera non pescherò la solita carta. Vado a Osho Miasto a celebrare l’illuminazione del mio Maestro, con amici nuovi e di vecchia data. Buon equinozio di primavera, buon rinnovamento delle energie a tutte e a tutti! A venerdì.

Il primo stadio del viaggio mitologico dimostra che il destino ha chiamato l’eroe e trasferito il suo centro spirituale di gravità dalla società in cui vive a una zona sconosciuta. Questa regione fatale, piena di tesori e di pericoli, viene rappresentata in vari modi: una foresta, un regno sotterraneo, sottomarino o celeste, un’isola ignota, la vetta di un’alta montagna o un profondo sonno; ma è sempre un luogo popolato da esseri stranamente fluidi e polimorfi, di tormenti inimmaginabili, di fatti sovrumani e di inconcepibili delizie.

Joseph Campbell – L’eroe dai mille volti