Ho bisogno di me!

C’è chi dice che il Fante di Bastoni rappresenti il narcisista, qualcuno che si ama e si ammira. A me sembra che questa carta racconti il mio bisogno di intimità e di riflessione su tutto quello che sta accadendo. C’è un certo piacere nello stare qui da sola a lasciare che gli eventi si depositino sul fondo, dando più spazio a tutto quello che sta accadendo. Che poi, a guardare con occhi normali, non è che sta succedendo poi così tanto. Il fatto è che gli occhi con cui sto guardando alla realtà sono particolarmente sensibili, in questo periodo, forse sarà anche merito dei Tarocchi. Allora questo Fante di Bastoni mi dà il tempo e lo spazio per accorgermi che una soglia è stata attraversata, che la vecchia pelle giace lì, abbandonata sul terreno. Quindi un pochino di narcisimo ci sta: sto guardando i miei occhi e mi piacciono, guardo i miei capelli e mi piacciono, guardo il mio sorriso e mi piace. Che c’è di male?

Così Narciso aveva deluso costei, così altre ninfe, nate dalle acque o dai monti così, prima, frotte di maschi. Finchè un giorno uno, disprezzato, levò le mani al ciel e disse: “che possa innamorarsi anche lui e non possedere mai chi ama!” Così disse, e la Dea di Ramnunte assentì a quella giusta preghiera. C’era una fonte senza un filo di fango, dalle acque argentate e trasparenti.[…] Qui il fanciullo, spossato dalle fatiche della caccia e della calura, si getta bocconi, attratto dalla bellezza del posto e della fonte ma, mentre cerca di sedare la sete, un’altra sete gli cresce: mentre beve, invaghitosi della forma che vede riflessa, spera in un amore che non ha corpo, crede che sia un corpo quella che è un’ombra.

OvidioLe Metamorfosi

Ho varcato la soglia

La razionalità cerca ancora debolmente di difendere lo spazio, di proteggere dai pericoli e dalle insidie dei sentimenti; una fatica abbastanza inutile, temo, perché sento con tutta me stessa che la mia parte più vera sta emergendo con prepotenza. Cerco, insomma, di darmi un contegno, ma sono sempre più accogliente, generosa, desiderosa di condividere. Questo Nove di Coppe è a un passo dal momento in cui gli ospiti arriveranno, e ha preparato tutto con cura, per farli sentire felici e a casa. Sarà una serata di gioia, pensa, e la condividerò con chi amo.

Per quanto mi riguarda, non ho nemmeno più paura di aprirmi, mi sto semplicemente arrendendo al fatto che sono già aperta verso gli altri, con tutto quello che questo comporta. E’ una nuova nascita, e tutti i miei timori di ripetere schemi oramai consunti stanno evaporando in una nuova fiducia nell’aiuto e nel supporto degli altri. Non devo fare sempre tutto da sola.

Muoviti,

ma non muoverti

nel modo in cui

la paura ti muove.

Rumi

E’ primavera!

Oggi ho respirato il profumo della primavera, quello vero. Lungo la strada cominciano a svolazzare i piumini dei pioppi, che poi sono i loro semi. Li lasciano trasportare dal vento, così se incontrano il terreno fertile nasce un nuovo albero. Già, proprio così. Sarà per questo che la mia bambina interiore scalpita e ha voglia di giocare, e sento un’emozione diversa quando mi sveglio al mattino. Stanotte ho sognato un bambino, che era vivo per miracolo, fragile e pallido, e lo prendevo da un’incubatrice. Avvolto in pezze bianche, aveva voglia di ricominciare a vivere, come se fosse appena uscito da una brutta malattia. Nel sogno ho pensato che d’estate, giocando fuori al sole, si sarebbe ripreso quel bel colorito che hanno i bambini sani, e si sarebbe abbronzato un po’. Ecco, il mio bambino, il mio nuovo maschile, che è stato a rischio della vita, ma invece ce l’ha fatta, è lì, bisogna averne cura e non esporlo troppo al vento, per i primi tempi, ma poi sarà pronto e felice di uscire a giocare con gli altri.

Abito nella possibilità

Una casa più bella della prosa

più ricca di finestre

più fornita – di porte.

Con stanze come cedri

inespugnabili allo sguardo

e come tetto imperituro

gli spioventi del cielo.

Come visitatori – i più cari –

e per occupazione – questa –

spalancare le mie piccole mani

e radunare il Paradiso.

Emily DickinsonIo lascerò il mio cuore appena in vista

Limpida come un cristallo

Oggi la mia mente è stata tagliente e limpida come questa lama, una acutezza donata dal cielo. Ho saputo difendermi, e questo mi rende orgogliosa. Il mondo a volte è seducente e malandrino, e, se non si facesse attenzione, sarebbe così semplice inciampare nelle buche preparate ad arte da altri. Invece, oggi, con grande savoir faire, ho evitato la caduta, non ho difeso la mia posizione, sono semplicemente scivolata via. Il cielo è grigio, la mano che porge la lama di questo Asso di Spade è pallida, nulla è morbido o gradevole. Occorre attenzione, trasparenza e lucidità, in un momento come questo. Quindi avanti così, con la barra dritta, con dignità, allegramente.


Gli scacchi aiutano a concentrarsi e a migliorare la propria logica. Insegnano a giocare secondo le regole e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, come risolvere i problemi in un ambiente incerto.

GARRI KASPAROV

Morbida

Sono nel regno acquatico, l’acqua sta entrando da ogni pertugio presente nella mia vita. E’ bastato un attimo di distrazione, ed ecco che la mia parte emotiva ha preso il sopravvento. Questo Re di Coppe è sincero, sereno, maturo nelle sue scelte emotive e sentimentali. Allora, diciamoci la verità: io non sono mai stata matura nelle mie scelte sentimentali. Se penso al passato penso a una caterva di errori fatti l’uno dopo l’altro, alla ricerca di una proiezione che nulla aveva a che fare con chi era realmente davanti a me. La mia vita amorosa è sempre stata tinta di romanticismo, legata a un’immagine inventata, e a volte penso che se fosse stata diversa non mi sarebbe poi piaciuta così tanto. Non mi spiego quindi questa carta che rivelerebbe un’improvvisa maturità. Posso dire che ho imparato un pochino cos’è l’amicizia, questo sì. Mi ritrovo a volte ad essere più cauta, più attenta ai bisogni delle persone amiche. In questo ho ritrovato il mio potere, la mia forza. Anche il piacere di ascoltare e di condividere qualcosa di diverso da me. Prendo questo Re di Coppe come un augurio di maturazione e di risveglio nei rapporti con gli altri, perché so di dover fare ancora tanta, tanta strada.

La persona sensuale è liquida, scorre, è fluida. In ogni esperienza, essa si fonde. Osservando un tramonto, è quel tramonto. Osservando la notte, una notte buia, immersa in una sublime oscurità silente, essa diventa quell’oscurità. E, al mattino, diventa la luce.

Una persona sensuale è tutto ciò che la vita è: assapora la vita da ogni angolo e così si arricchisce; questa è la vera ricchezza.

Ascoltando la musica una persona simile è musica; ascoltando il suono dell’acqua, diventa quel suono. E quando il vento passa attraverso un bosco di bambù, e i bambù si spezzano… egli non è separato da loro. E’ in mezzo a loro, è uno di loro: è un bambù.

OshoTantra amore e meditazione

Giocando

Una giornata di assoluto relax, dove gli avvenimenti incalzanti delle scorse settimane hanno potuto avere lo spazio per sedimentarsi. Finalmente ho dormito tanto, ho guardato fuori dalla finestra senza pensare, ho meditato con calma. Ho anche giocato con l’IKing, ho letto il responso con attenzione e serenità. Insomma l’immagine di questo arcano minore è proprio azzaccata: le ondate burrascose delle scorse settimane sono alle mie spalle; Le ho lasciate dietro di me e sono rimasta sulla spiaggia a fare giochi di equilibrio. Per il momento va tutto bene, mi sono presa una meritata giornata di recupero dalle fatiche degli ultimi tempi. Affronterò i problemi, ma questo Due di Denari mi conferma che faccio bene a rimandare e stare un po’ con me stessa. Domani non dovrò essere preparata, dovrò essere centrata. Così anche oggi sono grata ai Tarocchi che mi hanno bisbigliato nell’orecchio che va tutto bene, che il riposo è importante, e che posso sentirmi serena, perchè l’unica cosa che rimane, alla fine, è il gioco, e non il giocatore.

Continuai ad assaporare il fresco e il silenzio della sera. L’albergo sorgeva lontano dal paese, e lungo la strada davanti a me non passava nessuno.[…] Poichéavvertivo una certa sonnolenza, decisi di fare subito l’esercizio. Versai il contenuto della bottiglia sul suolo di cemento; si formò immediatamente una pozza. Non aveva nè immagine nè forma, ma non ero certo in cerca di queste. Con le dita cominciai a sfiorare l’acqua fresca; mi sentii scivolare nello stato ipnotico di quando si guarda il fuoco. Non pensavo a niente, stavo solo giocando. Giocando con una pozza d’acqua. Tracciai alcuni segni sul bordo, e fu come se la pozza si trasformasse in un sole bagnato; ma i tratti si unirono immediatamente, fondendosi. […] Ero tutto assorbito da quell’esercizio assurdo, che non aveva alcuno scopo, ma che mi risultava assai piacevole.

Paolo Coelho – Il cammino di Santiago

Un dono in arrivo?

Una mano dal cielo mi porge un bellissimo talento d’oro. Che bella immagine, e che bel pensiero! Tutta la mente e il cuore si colorano di giallo, un giallo intenso e lucente. Non conosco ancora questo regalo, però, lo attendo trepidante. Mi ricordo di aver ricevuto in cambio di fatica, di sforzo, fino a oggi. Anzi no, devo dire che ho anche ricevuto doni meravigliosi e inaspettati. Il mio papà adorava farmi sorprese, quando ero piccola. Sono ingiusta, ho avuto doni bellissimi anche da altre persone, e ne ho ricevuto uno anche oggi, inaspettato. L’andamento ondivago di questi giorni non mi fa riconoscere ciò che ricevo da ciò che dò. C’è un sacco di movimento, un giorno trafitta da 10 spade, il giorno dopo benedetta da un dono, e forse anche da un per-dono. Grazie a te che offri qualcosa di tuo per condividerlo con me. Ti sono grata.

Il lavoro del perdono riconosce l’alterità dell’Altro come inassimilabile alla nostra identità, ruota attorno alla libertà irriducibile, riconosce la piega che non si può lisciare, l’increspatura, la rugosità della parete dell’altro, la distanza che separa il reale dell’oggetto amato da ogni sua rappresentazione ideale.[…]

Per questo il perdono èun lavoro che può avvenire solo in solitudine; palpare con incertezza e alla cieca il corpo dell’Altro – divenuto straniero – per arrivare alla fine a riconoscerne nuovamente l’identità.

Massimo RecalcatiNon è più come prima

E’ finita.

Finalmente la lotta quotidiana del cercare di tenere tutto insieme è finita. Non ci son più pezze da mettere per tappare i buchi, non c’è più bisogno di fare acrobazie per rimanere in equilibrio sul filo, sopra il baratro. Adesso finalmente il baratro è qui, sono caduta, e mi va bene. Da tanti giorni il suggerimento che mi viene dai Tarocchi è quello di mollare, di lasciar perdere, di lasciarmi andare. Infatti oggi è accaduto, nulla di grave, ma questa giornata è stata uno spartiacque fra quello che vivevo e pensavo ieri e quello che penserò lunedì, perché è del mio lavoro che sto parlando. Finalmente ho capito che non c’è nulla di veramente insostituibile in quello che faccio, che posso farmi da parte e lasciare che le cose vadano come devono andare. Infatti sono a terra, trafitta da dieci spade, ma l’alba sorge, come ogni giorno.

L’alienazione nel mondo moderno – il distacco dell’uomo dal suo lavoro, dal suo prossimo, da se stesso – è stata descritta da molti autori ed è il tema centrale delle opere di Erich Fromm. L’amore dell’uomo alienato è romantizzato, la sua sessulità compulsiva, il suo lavoro meccanico, i suoi fini egoistici. In una società alienata, queste attività perdono il loro significato personale. Questa perdita è sostituita da un’immagine.
Alexander Lowen – Il tradimento del corpo

Tutto è possibile!

Il campo è sgombro da ostacoli, tutto può succedere! Muovendomi, agendo, si è sprigionata una fonte di energia e mi sono riconnessa alla fonte della vita. E’ primavera e i fiori sbocciano nei campi e nel mio mondo, e mi accorgo che più intensamente esprimo quello che sento, più aumenta la libertà di movimento. Sto uscendo dal sentiero battuto, e ho tanta voglia di sentirmi azzurra e lucente, come nel testo della Collina dei ciliegi, di Mogol e Battisti. Percepisco che non c’è scarsità, e che tutto è lussureggiante, basta allungare una mano, aprire gli occhi e la bellezza è lì, visibile, tangibile. Oggi è uno di quei giorni in cui rinasce la speranza, e tutti i rami germogliano simultaneamente. Mi sento danzare nell’aria con movimenti fluidi, mi sento libera dentro.

Non baderemmo a un fiore così piccolo –

non fosse che pian piano

il giardinetto che perdemmo

riporta al nostro prato.

Così profumati accennano i suoi garofani –

così ubriache volteggiano le sue api –

così argentei suonano cento flauti

da dentro cento alberi –

che chiunque veda questo fiorellino

per fede può contemplare

i boblink intorno al trono

e i soffioni d’oro.

Emily DickinsonPoesie (1858 -1859)

Un buon lavoro

Mi guardo indietro, e scopro di aver fatto un buon lavoro. Certo, sono stata assistita dalla fortuna, ma tutto sta confluendo in un unico grande fiume. Le esperienze del passato, le più disparate, si mettono insieme come in un puzzle magico, creando una nuova immagine di me. Che si plasma anche all’esterno, che modifica il corpo, le sue movenze. Sono stata tanti pezzi, ora comincio a essere una sola. Il lavoro era senza dubbio inevitabile, ma chi poteva immaginare che avrebbe portato qui? Tutto lo sforzo, la spinta a tenere duro, fino a poco fa non hanno avuto un senso. Ora guardo indietro e riconosco, ringrazio la fiducia che mi ha accompagnato, ringrazio la Natura che mi ha dotato del coraggio di andare avanti, ringrazio tutto quello che mi è accaduto, perché tutto aveva un senso. Doveva portarmi qui.

Quando ci si ricorda dei bambini coraggiosi che si è stati, bisogna pensare a ciò che a quel tempo mancava. Di cosa ci si può dotare adesso? Come gli esseri adulti che da bambini si sarebbero voluti accanto, adulti amorevoli, incoraggianti, che sostenevano e confortavano, che comprendevano senza provare pena?Allora quello era il proprio destino; adesso, da adulti, si può essere riconoscenti verso i bambini che si è stati. Come un corridore che tiene in mano la staffetta, o il tedoforo che passa la torcia olimpica, il bambino che si è stati ha fatto la prima parte della corsa intorno alla pista e ha affidato le sue esperienze all’adolescente, che ha affrontato quella che può essere diventata una corsa a ostacoli. Quindi, da giovani adulti, qualunque sia l’età in cui ci si trova adesso, il ciclo della propria vita è andato avanti.
Jean S. Bolen – Artemide