E cammina, cammina…

Non ci si bagna due volte nello stesso fiume, dice un frammento di Eraclito. Ogni giorno mi lascio dietro qualcosa, un pezzo del mio passato. Questo Sei di Spade oggi mi aiuta a ricordare che cammino, cammino e alle mie spalle rimangono ricordi, persone, fatti e amori che non ci sono più. Man mano che proseguo, nei miei giorni la direzione diventa sempre più chiara e semplice: vado verso qualcosa di essenziale, e la tristezza per le cose perdute, per le persone che ho lasciato dietro di me, fa parte del gioco della vita. Imparo a rinunciare, a dare valore a quello che rimane, e mi addentro nel mistero che mi aspetta sempre meno addobbata, sempre più spogliata delle sovrastrutture che, fino a metà della vita, ho lavorato per costruire intorno a me.

“Rompi quel bicchiere” ho insistito io.

‘Rompi quel bicchiere’ pensavo ‘perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a far attenzione con i bicchieri e con i corpi.[…] Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano’.

“Rompi questo bicchiere”, gli ho ripetuto. Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere. Con un movimento rapido, lo ha spinto giù.

Paolo Coelho – Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto.

Disciplina

Ohi ohi si torna alla disciplina, ai giorni di lavoro con le ore libere contate. Mi son trovata oggi a rifare cose che faccio da molto tempo, con il piglio di chi,disciplinatamente, fa il suo dovere. Stasera sono stanca, la mente rigorosa e piena di progetti pratici , di cose da concludere. Ecco tutta la bella energia di ieri trasformata in una macchina efficiente. Il Re di Spade mi svela la seconda faccia del mio vivere, quella della donna faber. Anche questo è un ruolo che mi appartiene e provo ad accettarlo, anche se è molto più faticoso di quello della viaggiatrice spensierata. Ecco che mi ricordo che volo solamente se ho radici profonde nella terra. L’elemento di questa carta è l’aria, ma è un’aria resa più solida dalla determinazione che questo Re/Super Io mi infonde. Ora et labora, il motto della regola di San Benedetto. Proverò a farlo mio, con un po’ più di gioia nel cuore. Ce la farò?

Il lavoro, assorbito nel movimento ciclico del processo vitale del corpo, non ha nè un inizio nè una fine. L’azione, anche se può avere un inizio definito, non ha mai, come vedremo, una fine prevedibile.

[…] L’azione, diversamente dalla fabbricazione, non è mai possibile nell’isolamento; essere isolati significa essere privati della possibilità di agire.

Hannah Arendt – VIta activa

La classica buccia di banana.

Il vento va in una direzione, e io, ostinata, vado in direzione contraria. Stasera questo Cavaliere di Spade mi mostra, in tutto il suo fulgore, la mia inadeguatezza. Ci sono relazioni di cui non ho mai voluto capire niente, e ogni volta faccio disastri. Anche oggi mi è capitata una situazione del genere, mi sono resa conto di un film lungo una vita costellato di momenti in cui ho reagito in maniera del tutto inconsapevole. O meglio, mentre io credevo di fare ciò che dovevo per non scontentare nessuno, mi comportavo seguendo gli ordini del mio sabotatore interiore. Mi sono fatta ingannare, oltretutto da me stessa, e ora sono arrabbiata per questa inconsapevolezza. Non c’è nulla che posso fare, se non constatare l’errore.

Il sè ha un bisogno paradossale dell’altro, infatti il sè cerca di porsi come entità assoluta, indipendente, eppure, per essere riconosciuto, deve riconoscere che l’altro gli somiglia. Deve essere in grado di trovare se stesso nell’altro. […]

Eppure ogni volta che agisce nega l’altro, vale a dire che, se riesce a incidere su di lui, l’altro non è più identico a prima. Per conservare la propria identità, l’altro resiste alle azioni del sè anziché riconoscerle (“Nulla che tu faccia o dica può incidere su di me, io sono quello che sono”).

Jessica BenjaminLegami d’amore

Non dormire sugli allori!

Ah, è bastato saltare un giorno ed ecco che i Tarocchi mi rimproverano!!! Non dormire sugli allori! Il Quattro di Spade rappresenta la tomba di un soldato. E’ onorato da tutti, il suo sarcofago è ornato della sua spada da combattimento, ed è chiaro che si tratta di un eroe. Un eroe morto, però, le sue gesta appartengono al passato. Possiamo riconoscere il suo valore, è stato bravo. Ma è passato, e ora questa carta mi dice che devo svegliarmi, e ricominciare tutto daccapo. Va bene, ci sto un’altra volta, mi metterò a disposizione delle correnti del fiume della vita, che ultimamente mi hanno sbatacchiato non poco, con mia grande soddisfazione, lo ammetto, anche se mi sento ammaccata. Non posso pensarci sopra, vado avanti.

L’eroe, conclusa la propria ricerca con la penetrazione nella fonte, o per mezzo della grazia di qualche personificazione maschile o femminile, umana o animale, deve far ritorno con il suo trofeo rinnovatore della vita. La legge del monomito, il ciclo completo, esigono chel’eroe inizi ora la fatica di portare le rune della saggezza, il Vello d’oro, o la sua principessa addormentata fra gli esseri umani, dove il dono ricevuto potrà contribuire a rinnovare la comunità, la nazione, il pianeta o i diecimila mondi.

Joseph Cambell – L’eroe dai mille volti

imprigionata, non vedo via d’uscita

Ecco, come mi sento! come l’Otto di Spade! i piedi nel pantano, sento il fango sotto le dita, viscido, appiccicoso. Tutto intorno a me spade, mi circondano come una gabbia; sono legata e gli occhi sono bendati. Non vedo via d’uscita, da questo pantano in cui mi trovo. Infatti mi è scoppiato un raffreddore, ho anche la tosse. Quando l’essere non è capace di reggere le situazioni, è il corpo che risponde. Le difese si abbassano, si diventa fragili. Sono intrappolata, devo per forza aspettare. Mi metterò calma e attenderò, senza però l’illusione che tutto si sistemerà, perché non è più un’illusione coltivabile. La speranza sì, quella c’è sempre, come c’è sempre la fiducia che ogni cosa che accade è sempre la miglior cosa che possa succedere. Mi arrendo all’immobilità. Aspetto e medito.

Otto di Spade: […]

Se si vuole leggere questa carta negativamente, vi si potrà vedere il blocco intellettuale, tutte le malattie che colpiscono la cognizione, dal coma all’amnesia all’afasia, la paura del vuoto, lo stupore.

Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa: La Via dei Tarocchi

Limpida come un cristallo

Oggi la mia mente è stata tagliente e limpida come questa lama, una acutezza donata dal cielo. Ho saputo difendermi, e questo mi rende orgogliosa. Il mondo a volte è seducente e malandrino, e, se non si facesse attenzione, sarebbe così semplice inciampare nelle buche preparate ad arte da altri. Invece, oggi, con grande savoir faire, ho evitato la caduta, non ho difeso la mia posizione, sono semplicemente scivolata via. Il cielo è grigio, la mano che porge la lama di questo Asso di Spade è pallida, nulla è morbido o gradevole. Occorre attenzione, trasparenza e lucidità, in un momento come questo. Quindi avanti così, con la barra dritta, con dignità, allegramente.


Gli scacchi aiutano a concentrarsi e a migliorare la propria logica. Insegnano a giocare secondo le regole e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, come risolvere i problemi in un ambiente incerto.

GARRI KASPAROV

E’ finita.

Finalmente la lotta quotidiana del cercare di tenere tutto insieme è finita. Non ci son più pezze da mettere per tappare i buchi, non c’è più bisogno di fare acrobazie per rimanere in equilibrio sul filo, sopra il baratro. Adesso finalmente il baratro è qui, sono caduta, e mi va bene. Da tanti giorni il suggerimento che mi viene dai Tarocchi è quello di mollare, di lasciar perdere, di lasciarmi andare. Infatti oggi è accaduto, nulla di grave, ma questa giornata è stata uno spartiacque fra quello che vivevo e pensavo ieri e quello che penserò lunedì, perché è del mio lavoro che sto parlando. Finalmente ho capito che non c’è nulla di veramente insostituibile in quello che faccio, che posso farmi da parte e lasciare che le cose vadano come devono andare. Infatti sono a terra, trafitta da dieci spade, ma l’alba sorge, come ogni giorno.

L’alienazione nel mondo moderno – il distacco dell’uomo dal suo lavoro, dal suo prossimo, da se stesso – è stata descritta da molti autori ed è il tema centrale delle opere di Erich Fromm. L’amore dell’uomo alienato è romantizzato, la sua sessulità compulsiva, il suo lavoro meccanico, i suoi fini egoistici. In una società alienata, queste attività perdono il loro significato personale. Questa perdita è sostituita da un’immagine.
Alexander Lowen – Il tradimento del corpo

il sette di Spade

Oggi è stata una bella giornata, piena di incontri con belle persone. Non mi spiegherei questa carta, arrivata a mettere un’ombra sul piacere che ho provato oggi nel condividere la mia allegria con tante persone.

Invece… invece mi obbliga a guardare dentro, a guardarci davvero. La carta rappresenta questo giovane che ha divertito tutti, la sera prima, li ha fatti bere, e, mentre loro stanno ancora dormendo, scappa di buon mattino con tutte le loro spade.

Guardo e vedo che c’è qualcosa di superficiale nella mia allegria. Ho bisogno di stare allegra, di non essere turbata. Mi difendo, prendo l’allegria degli altri e me la porto a casa. Un bel bottino, non c’è che dire, ma quanta solitudine nel non mostrarsi mai fragile. E’ più forte di me, non sono in grado di mostrare le mie ferite al mondo, e così mi ritrovo a scappare ogni volta che la verità sfiora i miei capelli.

Molti anni or sono, viveva un Imperatore, il quale dava tanta importanza alla bellezza e alla novità dei vestiti che spendeva la maggior parte dei suoi danari per vestirsi. Non si curava dei suoi soldati, non di teatri o di scampagnate, se non in quanto gli servissero di pretesto a far mostra di qualche nuovo vestito.

Andersen Il vestito nuovo dell’Imperatore