La classica buccia di banana.

Il vento va in una direzione, e io, ostinata, vado in direzione contraria. Stasera questo Cavaliere di Spade mi mostra, in tutto il suo fulgore, la mia inadeguatezza. Ci sono relazioni di cui non ho mai voluto capire niente, e ogni volta faccio disastri. Anche oggi mi è capitata una situazione del genere, mi sono resa conto di un film lungo una vita costellato di momenti in cui ho reagito in maniera del tutto inconsapevole. O meglio, mentre io credevo di fare ciò che dovevo per non scontentare nessuno, mi comportavo seguendo gli ordini del mio sabotatore interiore. Mi sono fatta ingannare, oltretutto da me stessa, e ora sono arrabbiata per questa inconsapevolezza. Non c’è nulla che posso fare, se non constatare l’errore.

Il sè ha un bisogno paradossale dell’altro, infatti il sè cerca di porsi come entità assoluta, indipendente, eppure, per essere riconosciuto, deve riconoscere che l’altro gli somiglia. Deve essere in grado di trovare se stesso nell’altro. […]

Eppure ogni volta che agisce nega l’altro, vale a dire che, se riesce a incidere su di lui, l’altro non è più identico a prima. Per conservare la propria identità, l’altro resiste alle azioni del sè anziché riconoscerle (“Nulla che tu faccia o dica può incidere su di me, io sono quello che sono”).

Jessica BenjaminLegami d’amore

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