Ma cosa porti, bel Cavaliere?

Proprio ieri dicevo che sto guardando negli occhi i miei bisogni e i miei desideri. E oggi arriva il Cavaliere di Coppe. Qualcuno mi porterà qualcosa di bello, e ci spero tanto. Oggi, a dir la verità, mi è arrivato un invito inaspettato, e ho gioito molto nell’accettarlo, così, su due piedi. Questo personaggio mi dice di regali, mi racconta una storia di riconoscimenti. Ecco l’aspettativa in agguato, dietro le belle parole. Ebbene sì, cari vecchi schemi (non bisogna avere aspettative!), care idee un po’ demodé indiscutibili per una femminista del ’77, care protezioni che mi sono costruita intorno per non essere disillusa: ho un sacco di aspettative, spero molto nel mio futuro, per quanto corto, lungo, piccolo o grande sia. Quindi Cavaliere di Coppe sbrigati ad arrivare, la vita è breve. Stasera sono golosa di riconoscimenti, avida di corteggiatori, bramosa di celebrità.

Questa corona del ridente, questa corona tutta di rose: io mi posi sul capo questa corona, io santificai la mia risata. Nessun altro trovai oggiabbastanza forte per questo. Zarathustra il danzatore, Zarathustra il leggero, che fa cenni con le ali, pronto al volo, uno che fa cenni a tutti gli uccelli, disposto e pronto, beato di essere così leggero. Zarathustra che predice il vero, Zarathustra che ride il vero, non un impaziente, non un incondizionato, ma uno che ama salti e scarti; io mi posi sul capo questa corona.

Friedrich Wilhelm Nietzsche – Così parlò Zarathustra

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