Che confusione!

Stasera , cari Tarocchi, proprio non vi capisco! Oggi è stata una giornata piena di confusione, di girandole energetiche che preludono a un crollo oppure a un cambiamento, e invece, eccolo qua, L’Imperatore. Calmo, sul suo seggio di pietra, con l’aria di chi non ha nessuna voglia di metamorfosi o di muoversi dalla sua posizione solida e certa. Una carta piena di certezze, quelle certezze che mi sembra di non avere, in questa fase. Gli arcani maggiori sono molto presenti, in questi giorni, segno che il momento è importante. Non so come interpretarti, caro Imperatore, Non ho un Imperatore attorno al quale può ruotare la mia vita, sono la regina dei miei giorni. E allora? allora vedo cosa succede, mi apro a questo suggerimento che date e continuo la mia giornata. Sto uscendo, la giornata non è finita, domani forse avrò le idee un po’ più chiare. In ogni caso è la festa del papà, e oggi ti ricordo, caro padre. Forse sei tu che mi sei venuto a trovare?

L’albero genealogico è innanzitutto un sistema di ripetizioni. Tradizioni, cultura, trasmissione del nome, eredità, conservazione del patrimonio: tutti questi valori sono parte integrante dell’idea di famiglia. Il clan è innanzitutto un sistema gerarchizzato di solidarietà e di appartenenza, e i suoi membri devono essere identificabili come elementi del gruppo.

Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa – Metagenealogia. La famiglia, un tesoro e un tranello.

La visione

Oggi è il giorno della visione. Ho avuto uno spiraglio di luce sul futuro, sul cambiamento in atto. Accadono molte cose, in questi giorni, l’inizio del blog ha dato una accelerata agli eventi. Insomma, ho saputo che esiste per me la concreta possibilità di essere meno impegnata dal lavoro. E’ stata la scoperta di oggi. Mi ha scombussolato, ho dovuto guardare alla mia vita in modo diverso. Tutto molto bello, e anche totalmente sconosciuto e inesplorato. Un po’ di tremore dentro, quindi, e una sensazione di libertà che non ricordavo da anni. La Papessa è lì, serena e cosciente, e mi ricorda che panta rei, tutto muta. Sono entrata con gioia e sgomento in questo nuovo fiume, come se un vincolo si fosse sciolto. Ma la vita è così, a volte inaspettatamente le cose si aprono e si vede una possibilità di cambiare. Ci vuole solo il coraggio della Papessa, immutabile e cosciente.

Mancavano tre notti perché la falce lunare si richiudesse inun cerchio perfetto. quando la luna rifulse pienissima e venne tutta rotonda a contemplare la terra, Medea uscì di casa con indosso una veste slacciata, a piedi nudi, i capelli sparsi sulle spalle, e si spinse con passi errabondi per i muti silenzi della mezzanotte. Uomini, uccelli, bestie, si erano abbandonati alla profonda quiete. Non un mormorio viene dalle siepi; tacciono, immobili, le fronde, tace l’aria umida. Palpitano soltanto le stelle, e tendendo le braccia verso di queste, essa tre volte gira su se stessa, tre volte si sparge sulla chioma acqua di fiume, tre volte schiude le labbra e ulula, e inginocchiatasi sulla terra nuda dice:

“Notte, fedelissima custode dei misteri; astri d’oro che con la luna succedete ai bagliori del giorno; e tu, Ecate dalle tre teste, che sai cosa tento e vieni a dar forza alle cantilene e alle arti dei maghi; Terra,che fornisci ai maghi erbe potenti, e voi brezze eventi e monti e fiumi e laghi, dèi tutti delle foreste, dèi tutti della notte, assistetemi! Grazie a voi, quando voglio i fiumi tornano fra le rive stupite alle sorgenti, rendo immoto il mare agitato, immoto lo agito per incantesimo, nuvole scaccio e nuvole raduno, mando via i venti oppure li chiamo, faccio scoppiare recitando formule la gola alle vipere, sradico e smuovo le pietre, le querce, le selve, ordino ai monti di tremare, al suolo di muggire, alle ombre di uscire dai sepolcri. […].

Ora occorrono succhi perché la vita di un vecchio, rigenerata, si ridipani e torni agli anni fiorenti della gioventù. E me li darete. Non per nulla infatti le stelle hanno ammiccato, non per nulla, tirato dal collo di draghi alati, ecco qui un cocchio!” E un cocchio sceso dal cielo era lì ad aspettarla.

Ovidio- Le metamorfosi

Qualcosa crolla!

Ci sono giorni in cui quello che credo di aver conquistato scompare in un baleno. L’equilibrio, la saggezza, la lungimiranza vanno a farsi benedire. Oggi ho sentito rabbia, nostalgia di un amore, una marea di emozioni ha turbato la mia finta, solida torre. Aveva ragione J.P. Sartre quando diceva che “l’inferno sono gli altri“. Difficile avere a che fare con le persone, anche con i vecchi amici. Oggi il mio nuovo essere strideva, si lamentava, si sentiva ingabbiato in un ruolo vecchio, che non mi appartiene più. Mi son sentita ribelle, arrabbiata, ex innamorata, un mucchio di emozioni confuse. Mi rimane solo una cosa, stasera: la consapevolezza che avere a che fare con le persone è difficile.

“Così parlano tutti i pesci” dicesti “quel che essi non riescono a sondare lo chiamano insondabile. Ma io sono soltanto mutevole e selvaggia e in tutto una donna, e non virtuosa: anche se per voi uomini mi chiamo la profonda o la fedele, l’eterna, la misteriosa.

Ma voi uomini ci fate sempre dono delle vostre virtù, ah voi virtuosi!”

Così rideva, l’incredibile; ma io non credo mai a lei e al suo sorriso, quando essa dice male di se stessa.

F.W. Nietzche– Così parlò Zarathustra

il sette di Spade

Oggi è stata una bella giornata, piena di incontri con belle persone. Non mi spiegherei questa carta, arrivata a mettere un’ombra sul piacere che ho provato oggi nel condividere la mia allegria con tante persone.

Invece… invece mi obbliga a guardare dentro, a guardarci davvero. La carta rappresenta questo giovane che ha divertito tutti, la sera prima, li ha fatti bere, e, mentre loro stanno ancora dormendo, scappa di buon mattino con tutte le loro spade.

Guardo e vedo che c’è qualcosa di superficiale nella mia allegria. Ho bisogno di stare allegra, di non essere turbata. Mi difendo, prendo l’allegria degli altri e me la porto a casa. Un bel bottino, non c’è che dire, ma quanta solitudine nel non mostrarsi mai fragile. E’ più forte di me, non sono in grado di mostrare le mie ferite al mondo, e così mi ritrovo a scappare ogni volta che la verità sfiora i miei capelli.

Molti anni or sono, viveva un Imperatore, il quale dava tanta importanza alla bellezza e alla novità dei vestiti che spendeva la maggior parte dei suoi danari per vestirsi. Non si curava dei suoi soldati, non di teatri o di scampagnate, se non in quanto gli servissero di pretesto a far mostra di qualche nuovo vestito.

Andersen Il vestito nuovo dell’Imperatore

comincia il viaggio

se vuoi seguirmi, sei la benvenuta, il benvenuto!

Da oggi, 15 marzo 2019, ogni giorno pescherò un arcano maggiore o minore dei Tarocchi, e racconterò la mia navigazione nel mare dell’esistenza. Vorrei ispirare nuove visioni, nuove speranze e nuovi cieli alle mie lettrici e ai miei lettori. 

Oggi è un giorno importante, lo sapevo già. Infatti stasera mi è venuto a trovare l’arcano n. V – Il Papa. Mi racconta che sono sulla strada giusta, e che l’idea di creare questo blog è ispirata dal vero. Ho il desiderio di condividere, di raccontare le mie scoperte quotidiane sui Tarocchi e su di me. Il Papa mi raccomanda di essere sincera, e di non rendere tiepido il mio parlare.

Mi prendo l’impegno di essere vera fino in fondo, di esprimere i miei bisogni, i miei desideri e le mie paure con semplicità, di accettare tutto questo come manifestazioni del mio essere, completa e degna.

Oggi fra l’altro è stata una giornata importante. Ho conosciuto persone interessanti, e ho sognato, ho fatto progetti, con la speranza di poterli realizzare.

Puoi sentirlo qui e ora: sei energia. Il canto degli uccelli nel bosco è energia, gli alberi che si innalzano verso il cielo sono energia; il movimento delle stelle, il levarsi del sole ogni mattino, tutto è energia. E l’energia non è né buona né cattiva, è sempre neutrale.Quindi non c’è bisogno di inventarsi un diavolo, non c’è nessun bisogno di spiegare niente, tanto l’energia è neutrale.

Osho “L’armonia nascosta” vol. secondo