Ve ne andate?

Ho conquistato tutte queste spade, cinque, per l’esattezza. Ora le possiedo, le ho vinte giocando d’azzardo con i miei amici, che sono quelli che vedete andar via. Ecco, col Cinque di Spade mi sento bene e male. Bene, perché ho ciò che volevo, ho fatto fatica a raggiungere il mio obiettivo, ma ora ci sono. Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Devo però fare i conti con l’abbandono da parte degli altri, non mi vogliono più. Ad essere più precisi, non è che non mi vogliono più, è che i rapporti con molte persone stanno semplicemente evaporando. Ho sperimentato questo stato d’animo molte volte: quando arriva il cambiamento si porta via relazioni affettive. Accidenti perché questa tirannia di Necessità? Mi piacerebbe includere tutto e tutti, la mutazione e i legami affettivi, la via della guerriera e la pace interiore. I want it all.

“Nel tuo caso, hai avuto un’esperienza mistica che ti ha permesso di vedere brevemente la grandezza dell’energia che si può acquisire. Ma trovarsi in questo stato è come balzare davanti a tuttie dare un’occhiata al futuro. Quando cerchiamo di parlare con qualcuno o proviamo a vivere in un mondo in cui avvengono ancora i conflitti, veniamo bruscamente tolti da questo stato e torniamo al nostro livello d’origine”. “E poi si tratta di riconquistare lentamente ciò che abbiamo appena intravisto, iniziando un viaggio a ritroso verso la consapevolezza suprema. Ma per riuscire a farlo dobbiamo imparare a colmarci consapevolmente di energia perché la stessa energia porta le coincidenze che ci aiutano a realizzare su base permanente questo nuovo livello”.

James Redfield – La profezia di Celestino

Si ricomincia!

E’ proprio vero. I tarocchi sono magici. I miei timori, davanti a questa carta n. I, Il Mago, svaniscono nel nulla. I giorni che portano paure e fantasmi accadono, è l’anima che si risveglia. L’anima in senso Junghiano, quella parte dell’essere che naviga in acque misteriose, seducenti, folli e terrorizzanti. Se la porta si apre, arriva anche lei, si insinua nei pensieri e saluta con fantasie tenebrose. Ecco, oggi, la mia risposta. Qualunque cosa accada è la migliore che possa accadere. Hai tutti gli strumenti per vivere la tua storia, il pentacolo come l’aria, la tua luce interiore, la spada come volontà, la coppa per l’amore che sgorga da te e infine il bastone, che ti mantiene in contatto con le tue radici terrene. Cosa voglio di più? Ho tutto quel che occorre per camminare nei sentieri della vita, curiosa e speranzosa.

E non invano sono riposte in Dio speranze e preghiere, che, quando sono giuste, non possono essere inefficaci. Contrastate, dunque, i vizi, coltivate le virtù, innalzate a giuste speranze gli animi, indirizzate al cielo umili preghiere. Se non volete sottrarvi alle vostre responsabilità, non potete ignorare la profonda esigenza di onestà che è riposta in voi, poiché le vostre azioni si compiono sotto gli occhi di un giudice che vede ogni cosa.

Severino Boezio – La consolazione della filosofia

Ancora!

Dopo il Tre di Spade ecco la carta n. XV, Il Diavolo. Nell’immagine ci sono una donna e un uomo alla catena, e chi comanda è lui, il diavolo della dipendenza. A essere sincera se questa deve essere una previsione, preferisco andare oltre. Sono unadonna grande, e ho avuto le mie esperienze amorose. Ecco, di tutti i sentimenti che si provano nell’amore, quello della dipendenza è il peggiore. Anzi, sono in rivolta rispetto a questa carta. Tarocchi, ma cosa mi volete dire, stasera? Non ho l’età, non c’è intorno a me nessun segno al momento di questa situazione. Vuoi vedere che questa volta si tratta di una previsione? Non potrei sopportarlo. In ogni caso vediamo cosa succede nei prossimi giorni. Proprio oggi ho parlato conuna persona che soffriva di questo, e dentro mi sono rallegrata di non essere anch’io nello stesso posto a farle compagnia. E se fosse questo il mio prossimo futuro?

“Uccidere? Sì. Ho solo due scelte: uccidere mia moglie oppure uccidere lei. Perché così non posso più vivere” si disse e, avvicinandosi al tavolo, ne trasse una pistola – mancava una pallottola – la infilò nella tasca dei calzoni.

“Dio mio! Cosa sto facendo?” gridò d’un tratto e, a mani giunte, si mise a pregare. “Signore, aiutami, redimimi. Sai che rifuggo il male, ma da solo non ce la faccio. Aiutami” diceva, facendosi il segno della croce davanti all’icona.

Lev. N. Tolstoj – Il diavolo

Una spada nel cuore (anzi tre)

Adoro questa immagine. Un cielo plumbeo fa da sfondo a un cuore trafitto da tre spade. L’unico colore potente è il rosso del cuore, tutto il resto è quasi incolore, grigio. Piove, oltretutto, in questo Tre di Spade. Insomma c’è poco da stare allegri. Intensi sì, però. Credo di aver pescato questo tarocco perché ricomincio a sentirlo, il cuore, e dopo tanto tempo mi duole un po’. Vivo, rosso, pieno di vitalità ribelle verso una realtà che punge, che lo ferisce. Non c’è sconfitta, in questa carta, c’è la voglia di riscatto, c’è il riconoscimento del proprio sano dolore come parte integrante della vita che scorre nelle vene. Un temporale dell’anima, in cui si esprime tutta la voglia di esistere di un essere che, piccolino lì giù in fondo, vuole uscire allo scoperto. La via del cuore farà luce alla sua strada, e confido di presentarvela presto, questa piccola peste che pretende di essere ascoltata.


Canzone triste
Quando il mattino è desto
Tre colombe mi nascono dal cuore
Mentre il colore rosso del pensiero
Ruota costante intorno alla penombra.
Tre colombe che filano armonia
E non hanno timore ch’io le sfiori…
Nascono all’alba quando le mie mani
Sono intrise di sonno e non ancora
Alte, levate in gesti di minaccia…

Alda Merini

Terra!!!

Una carta d’acqua e di cielo per raccontare l’orizzonte di una nuova terra che intravedo. La carta n. XVII, Le Stelle, indica il cammino per la pace dell’anima. Dopo tanto cercare al buio, finalmente appare nel cielo la stella polare, e so dov’è il nord. Da questo momento so dove devo dirigermi. Magari è tutto sbagliato, magari sono vittima di un abbaglio. Meglio così, almeno mi muovo, cammino. La barca vacilla, il mare a tratti è grosso. Non ci sono garanzie di riuscita, e forse non è nemmeno quella la giusta strada. Sarà un nuovo esperimento, difficile, pauroso, molto eccitante. Si chiama libertà.

“Qui si prepara la grande fatica e la prova suprema dell’anima. Perché le anime che sono chiamate immortali, quando sian giunte al sommo della volta celeste, si spandono fuori e si librano sopra il dorso del cielo: e l’orbitare del cielo le trae attorno, così librate, ed esse contemplano quanto sta fuori del cielo”.

Platone – Fedro

Il cerchio perfetto

Ci sono giorni in cui si sente che un ciclo di vita è compiuto, che si è nell’ordine perfetto del cosmos, come in questa carta XXI, Il Mondo. Be’, oggi per me è stato uno di quei giorni. Ho fatto un passo indietro per un verso, e un passo in avanti per un altro. Diciamo che ho seguito il consiglio della Giustizia, che ho pescato l’altra sera. Adesso mi sento pronta per un nuovo cammino, e la prima mossa l’ho fatta riconoscendo ciò che veramente alberga in me. Si è aperta la visuale, vedo di più, più largo, e sento che se voglio posso. Certamente il percorso è a ostacoli, ma quanto è bello imparare ogni volta a saltarli e rinforzare i muscoli? La pace sia con me, ho seguito la mia volontà e per il momento mi godo una piccola vacanza. Negli ultimi mesi ho faticato molto e ho voglia di riposare. Certamente questo non è che un piccolo passo, nella mia vita, ma la condisce di totalità, intensità e passione.

Trovai un fiore di campo, ammirai la bellezza e la perfezione di tutte le sue parti, ed esclamai: “Ma tutta questa magnificienza, in questo fiore e in migliaia di fiori simili, splende e fiorisce non contemplata da alcuno, anzi spesso nessun occhio la vede”. Il fiore rispose: “Stolto! Tu credi che io fiorisca per essere visto? Io fiorisco per me e non per gli altri, fiorisco perché questo mi piace: nel fatto che fiorisco e sono consiste appunto la mia gioia e la mia voluttà”.

Arthur Shopenhauer

La bilancia e la spada

Una giornata interlocutoria, in cui ho avuto modo di trascorrere momenti piacevoli, sentire il corpo stanco e dargli il giusto riposo. Con serenità, con tranquillità. La Giustizia oggi è per me l’assestamento, il rendere fondamentale nelle mie azioni quello che nei giorni scorsi ho compreso. La carta n. XI rappresenta la virtù del giusto posto nel mondo, delle scelte consapevoli, del prendersi il proprio tempo prima di dire sì o no. Vuol dire rispetto del mio sentire, vuol dire amare gli altri ma non aver bisogno della loro approvazione a tutti i costi. Guardo con benevolenza, soppeso e, se necessario, con grande gentilezza me ne vado. Ho bisogno di essere felice, vado in quella direzione, perlomeno. Mi è chiaro che non ho più tempo da perdere in quisquilie.

L’espansione della coscienza che voi avete realizzato, o piuttosto avete tentato di realizzare, nella seconda metà degli anni Sessanta era basata sull’individuo, e per questo è stata un fallimento totale. Se si cerca di espandere la coscienza senza cambiare la qualità e la quantità degli individui, ciò che si trova alla fine del percorso è necessariamente la delusione. Quando parlo di mediocrità, intendo proprio questo. Ma lasciamo perdere, inutile sprecare fiato aa spiegarle cose che non può comprendere. Nè io ho la pretesa di essere capito. Mi sto solo sforzando di parlarle sinceramente“.

Murakami Haruki – Nel segno della pecora

Alla sorgente

Finalmente mi sono tuffata in profondità, e, guarda un po’, ho trovato questo Asso di Coppe, la sorgente dell’amore. Ci son stati ostacoli da superare, ma è stato molto interessante. Prima di tutto i pensieri che mi accompagnano da una vita, giudizi su di me, vergogna, senso di inadeguatezza. Per la prima volta ho guardato negli occhi questi miei compagni “guastatori”, senza credere a una parola di quello che mi stavano dicendo. Ho capito che la superficialità arriva quando non ho voglia di affrontare quello strato di crudeltà verso me stessa che conosco così bene. E’ doloroso. Poi ho compreso che quei pensieri cattivi erano un escamotage della mente per distogliermi dalla bellezza e dall’amore. Allora ho alzato la testa, ho fissato lo sguardo sui mostri, e se ne sono andati. Mi è rimasto fra le mani e negli occhi quel senso di tenerezza che sto scoprendo negli ultimi giorni; mi ero dimenticata quale balsamo per l’anima possa essere guardare al mondo con il cuore.

11. TTAI – LA PACE 

sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra

sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo

Il ricettivo, il cui moto cala verso il basso, si trova sopra; il creativo, il cui moto ascende verso l’alto, si trova sotto. Le loro influenze quindi s’incontrano, e stanno in armonia, così che tutti gli esseri fioriscono e prosperano. Il segno è coordinato al primo mese (febbraio-marzo), nel quale le forze della natura preparano la novella primavera. 

LA SENTENZA

La pace. Il piccolo se ne va, il grande se ne viene.
Salute! 
Riuscita!

L ‘IMMAGINE 

Cielo e terra si congiungono:
L ‘immagine della pace. 
Così il sovrano divide e compie
Il corso di cielo e terra, 
Amministra ed ordina i doni di cielo e terra,
E così assiste il popolo. 

I-King

Approfondire

Mi manca la profondità. Rimango in superficie. Questo Due di Spade forse mi sta rivelando la soluzione dell’enigma. Il dualismo, l’essere divisa e condivisa fra mondi diversi, mi fa sentire spaesata. Per questo non posso tuffarmi nel profondo, ma, allo stesso tempo, non voglio rinunciare a nessuno dei mie mondi, li amo tutti. Sono quindi qui, in questa fase di stasi in attesa di una rivelazione. Mi sento incapace a muovermi in un senso o in un altro, e nel frattempo faccio cose normali, rispondo alle richieste che mi vengono fatte, non scelgo, non agisco. Però è successo qualcosa, il mio quotidiano non mi basta più. Ci saranno tempi di maturazione, occorre aspettare. Intanto il mio cielo è nebbioso, la luna mi guarda e sorride, il mare è anche troppo calmo.

Se un’anima è nata con le ali,

cos’è per lei il palazzo e cos’è la capanna!

Cos’è Gengis Khan per le – e cos’è -l’Orda!

Due nemici ho io a questo mondo,

due gemelli – indissolubilmente fusi:

la fame degli affamati – e la sazietà dei sazi.

Marina I. Cvetaeva

Tornare dalle vacanze

C’era un altro mondo, fino a un giorno fa, nei miei occhi. Tanta luce, tanto bosco, una visione diversa. Concedo al mio spirito di sentirsi in posizione di difesa nei confronti del paesaggio che ho ritrovato, rimasto uguale a come l’avevo lasciato. Mi accompagna questo Sette di Bastoni, con la sua lotta verso i doveri, le solite difficoltà da affrontare. Sono, come questo giovane, sul ciglio di un burrone e ho preso un bastone per tenere lontane sei diverse fonti di problemi. Chissà cos’è quel bastone, simbolo di vita e di forza. Che sia tutto il bene che mi ha nutrito durante la vacanza? Lo sguardo è accigliato, ma è normale, bisogna imparare a rimanere morbidi, a farsi attraversare dalle onde senza opporre resistenza. Questa carta mi suggerisce questo, di appoggiare il mio bastone e godermi il panorama. Le onde vanno, le onde vengono, basta lasciarsi portare e sitting silently the grass grows by itself.

“Tu, mamma! ma se non ti ho mai vista arrabbiata!” e per un attimo per Jo la sorpresa fu più forte del rimorso. “Sono quarant’anni che mi sforzo di correggermi e sono riuscita solo a dominarmi. Non passa giorno che io non mi arrabbi, Jo, ma ho imparato a non darlo a vedere e spero ancora di imparare a non arrabbiarmi anche se magari ci vorranno altri quarant’anni”. “Mamma quando qualche volta stringi forte la bocca e esci dalla stanza vuol dire che sei arrabbiata? Come, per esempio, quando zia March attacca con i suoi rimproveri o qualcun altro ti secca?” le chiese Jo sentendosi più che mai vicina alla madre e legata a lei. “Sì, e ho imparato a trattenere le parole sventate che mi salgono alla labbra in quei momenti, cosicché, quando mi accorgo che stanno per uscire contro la mia volontà, non faccio altro che ritirarmi per un minuto, per rimproverarmi della mia debolezza e meschinità” rispose Mrs March con un sospiro e un sorriso, mentre ravviava e raccoglieva in una treccia i capelli arruffati di Jo.

Louisa May Alcott – Piccole donne