Una Regina, un Cavaliere e la Ruota della Fortuna

Questa sera le carte sono tre. Un Cavaliere di Bastoni, pieno di fuoco, una Regina di Denari, meditativa e serena, e la Ruota della Fortuna. Mi è piaciuto vedere questo maschile potente vicino a questo femminile evoluto, e insieme a loro il destino che gioca a rimpiattino. C’è un rincorrersi, un evitarsi,un gioco di seduzione che non si sa dove porterà, ma il bello è proprio questo. Rappresenta forse la forza che mi muove, in questi giorni, la voglia di sentirmi nuovamente vulnerabile, aperta agli scherzi della vita. E’ decisamente eccitante sentirsi coraggiosa, pur nella semplicità, col sorriso di chi è in pace ma vuol giocare le sue carte. Il vento mi sta ancora scompigliando i capelli, e mi piace.

Non ci si strappa via la pelle che pareva la nostra senza soffrire. Non ci si stacca facilmente da quello che siamo state, qualcosa dura e si torce. Non ci si accomoda in una forma imprevista senza la paura dell’inaadeguatezza. Il sentimento gioioso della liberazione prevale, ma l’anestetico della gioia non cancella la realtà del taglio.

Elena Ferrante – L’invenzione occasionale

Su e giù, avanti e indietro

A volte mi domando a cosa serve tutto questo fare, continuamente inventarsi nuovi progetti, insomma essere come un vulcano in eruzione permanente. Non posso fare a meno di essere impaziente, di vedere realizzato il mio desiderio profondo. Ecco che arriva la carta n. XIV, La Temperanza, a ricordarmi dove sono: al momento ho lasciato veleggiando la sponda di casa, ma non sto ancora vedendo la sponda della nuova terra di approdo. Oggi, intorno a me, c’è tanto mare, tanto azzurro, nessun appiglio. Mi devo quindi armare di pazienza e di fiducia nell’esistenza, sapendo che ogni cosa che accade è la migliore che possa accadere.

Seduto, risolte le miriadi di differenze, tutte le porte aperte.

In questo luogo tranquillo seguo la mia natura, qualunque essa sia.

Lontano dai cento fiori vago liberamente,

il dirupo che s’innalza – la mia stanza di meditazione

(Con l’alzarsi della luna, la mia mente è immobile).

Seduto su questo gelido sedile, non sogno più la fama.

La foresta, la montagna seguono le loro vie antiche,

E nel lungo giorno primaverile, neppure l’ombra di un uccello.

Reizan

Parola d’ordine: allegria!

Oggi c’è stato chi ha portato allegria nella mia quotidianità. Il Cavaliere di Denari mi ricorda proprio questo, chi porta leggerezza, risata e voglia di avventura. Infatti la giornata è stata scandita da incontri sereni, di luce. Ci sono stati incontri reali, con persone simpatiche e energetiche, e chat virtuali con amici che stanno riscoprendo la loro vitalità, presi da nuovi desideri e da nuove sfide. Ecco che, per comprendere il dilemma che ieri mi si presentava, è arrivata la risposta: l’allegria. Con le antenne alzate, in attesa dei segni,ho ricevuto risposta. Non ci sono dubbi, bisogna curare il lato gioso come si cura quello disciplinato, bisogna aggiungere il gioco alla consuetudine.

Disciplina

Ohi ohi si torna alla disciplina, ai giorni di lavoro con le ore libere contate. Mi son trovata oggi a rifare cose che faccio da molto tempo, con il piglio di chi,disciplinatamente, fa il suo dovere. Stasera sono stanca, la mente rigorosa e piena di progetti pratici , di cose da concludere. Ecco tutta la bella energia di ieri trasformata in una macchina efficiente. Il Re di Spade mi svela la seconda faccia del mio vivere, quella della donna faber. Anche questo è un ruolo che mi appartiene e provo ad accettarlo, anche se è molto più faticoso di quello della viaggiatrice spensierata. Ecco che mi ricordo che volo solamente se ho radici profonde nella terra. L’elemento di questa carta è l’aria, ma è un’aria resa più solida dalla determinazione che questo Re/Super Io mi infonde. Ora et labora, il motto della regola di San Benedetto. Proverò a farlo mio, con un po’ più di gioia nel cuore. Ce la farò?

Il lavoro, assorbito nel movimento ciclico del processo vitale del corpo, non ha nè un inizio nè una fine. L’azione, anche se può avere un inizio definito, non ha mai, come vedremo, una fine prevedibile.

[…] L’azione, diversamente dalla fabbricazione, non è mai possibile nell’isolamento; essere isolati significa essere privati della possibilità di agire.

Hannah Arendt – VIta activa

Fiducia nella vita!

Gutta cavat lapidem. La goccia scava la roccia. La carta n. VIII, La Forza, è una delle mie preferite. Rappresenta la determinazione a essere felici, cercando la via per ottenere il meglio. Con gentilezza, con semplicità, senza sforzo, ma con una chiara direzione, inattaccabile. Sono sorridente e fiduciosa nella vita, perché ho voglia di cambiamenti, perché scopro ogni giorno momenti belli, perché il leone che dentro di me di solito ruggisce ora sta facendo le fusa, e forse ho imparato la gentilezza verso di me, la pazienza verso il mondo. Avanti così, quindi, con la forza del leone e la dolcezza che stilla dai miei occhi. Provo a includere, ad assorbire ciò che non mi piace e a mandarlo fuori dopo averlo trasformato. Luci, stelle, gioia e sole.

La fiducia nella vita è qualcosa di evidente e insieme di difficile definizione. […]

Diciamolo in termini più semplici: confidare nella vita è pensare che sia, dopotutto, una cosa buona. Che in fondo al nostro mondo, malgrado lo scandalo a cui a volte esso concede spazio, vi sia come una sorta di tenerezza, una luce che abbiamo già intravisto e che non si dimentica. Non dobbiamo sapere a tuti i costi da dove viene.

Dopotutto, non sempre sappiamo in cosa confidiamo quando confidiamo nella vita. Abbiamo fiducia e basta. E’ una fiducia senza oggetto, una fiducia pura.

Charles Pépin – La Fiducia in se stessi

Rinuncio ai vecchi schemi!

Ci sono momenti in cui è chiaro, i vecchi schemi, le strutture mentali usate da sempre non valgono più. Accade, semplicemente. Come a questo Appeso, carta n.XII dei Tarocchi, che, a causa della sua posizione è costretto a guardare tutto da un altro punto di vista. Va bene quindi rompere la routine, ogni tanto, e rinunciare alle certezze che il pensiero ci dà. Ho appena fatto un viaggio, e nei giorni trascorsi in Grecia molte vecchie strutture si sono semplicemente sbriciolate. Semplicità e bellezza, ecco cosa cerco. Affetto e condivisione, ecco cosa cerco. Mentre le complicazioni si dissolvono, il cuore batte forte. Che bisogno c’è di aver paura?

Disse così, e con la bacchetta d’oro lo toccò, la Dea Atena. E per prima cosa lo rivestì con una tunica e un mantello nuovissimo, e poi lo fece giovane e bello: bruno, di nuovo, il colorito, tesa la pelle del volto, scura la barba intorno al mento. Dopo aver fatto questo, andò via. Tornava nella capanna Odisseo.

Omero – Odissea (versione in prosa a cura di Maria Grazia Ciani)