Gentile e inaspettato

Con tutta la tua innocenza e semplicità arrivi davanti a i miei occhi, Fante di Coppe. In mano hai il simbolo delle emozioni, e la tua coppa è talmente piena d’acqua che perfino un pesciolino può sguazzarci allegramente. Non mi offri solo l’emozione, mi offri anche la vita che può viverci dentro. Che bella immagine, questa Carta di Corte mi regala una luce. In questo tempo caotico, dove non c’è speranza ma ci sono tante aspettative, incontro spesso persone, per lo più giovani, che hanno questa energia. Semplicità e curiosità per il cambiamento che il mondo sta attraversando. Nessuno sa dove andremo a finire, ma c’è tanta innocenza e tanta voglia di vivere. I ragazzi e le ragazze non c’entrano nulla con il mondo che abbiamo costruito noi, e lo sanno bene. Stanno cercando di fare il loro, e io faccio il tifo.

Girai la testa. Stavo disteso sulla terra morbida, in una cavità tra i cespugli di ginestra. Erano carichi di fiori dorati, dal profumo dolce, fiamme chiamate alla vita dalla primavera. Accanto a me stava inginocchiato un ragazzo. Aveva forse dodici anni, sporco, con i capelli arruffati e vestito di ruvida stoffa marrone; il suo mantello, fatto di pelli grossolanamente cucite assieme, era strappato in più punti. In mano teneva un bastone. Indipendentemente dal suo odore, era facile intuirne il mestiere perché lì attorno c’era il suo gregge di capre che brucava tra le ginestre i giovani germogli verdi. Quando mi mossi, saltò subito in piedi e indietreggiò un poco scrutandomi, tra diffidente e speranzoso, attraverso lo sporco groviglio del suo ciuffo di capelli. Dunque, non mi aveva ancora derubato. Studiai il pesante bastone che aveva in mano chiedendomi stancamente, nell’intontimento del dolore, se sarei riuscito a difendermi da quel ragazzino. Ma pareva che le sue speranze puntassero solo su una ricompensa. Indicava qualcosa che non potevo vedere, oltre i cespugli. “Ho preso il vostro cavallo. E’ legato laggiù. Vi credevo morto”.

Mary Stewart – Le grotte nelle montagne

Ora facciamo lo zaino!

Vedo le vacanze svolazzare davanti agli occhi, come tante sirene incantatrici. Oggi è stata proprio la giornata della carta n. VII, Il Carro, sento che sto scaldando i motori per la partenza. C’è qualcosa in più, oltre alle vacanze, però, che mi chiama lontano dal punto in cui sono ora. Ad essere onesta, qualcosa è finito, dentro di me. Non mi è ancora chiaro del tutto il processo, perché lo sto vivendo in questi giorni, ma c’è qualcosa di nuovo davanti a me. Aspetto quindi queste vacanze per chiarire le idee, avere nuovi spunti di riflessione e nuove gioie da vivere. C’è un nuovo quotidiano che mi aspetta, nuove sfide e certamente lascerò alle mie spalle la città, con tutte le sue strutture, le costruzioni che sono protezione ma anche prigione. Insomma, non so se si tradurrà in uno spostamento fisico, non so ancora niente. Ma sento il richiamo pericoloso dell’avventura, l’odore di selvatico che mi attira verso terre sconosciute.

ll Carro si presenta quale arcano luminoso: è il veicolo su cui viaggiamo, è legato alla nostra ambizione,alla positività dell’azione intrapresa, alla fiducia nelle nostre qualità e capacità. Chiude la prima fase dell’avventura degli Arcani, dove abbiamo ricevuto gli insegnamenti e i doni che ci permettono di abitare la società; si avvia verso i pericoli dell’anima stessa – perché la sua strada si snoderà all’esterno quanto all’interno.

Francesca Matteoni – dal Matto al Mondo

Il frutto della conoscenza

Camminando per le strade del mondo ti devi sporcare,la polvere e il fango sono dappertutto. Così quando decidi di avventurarti e entrare nella vita non puoi fare a meno di essere cattiva, disubbidiente, dispotica e arrogante. Perchè è così che si impara a vivere e questa carta n. VI, Gli Amanti, stasera mi regala questa comprensione. Ho voglia di abbracciare tutte le volte che mi sono vergognata, tutte le volte che mi sono pentita, tutte le volte che sono fuggita e non ho affrontato le cose con responsabilità. Mi piaccio quando sbaglio, quando non mi vesto bene; sono umana, sono piena di limiti, e nonostante questo continuo ostinatamente a vivere e a cercare. In fondo, poi, l’allegria non mi manca, e tutti questi casini mi hanno fatto ridere a crepapelle, dopo.

Il formaggio fuso per la fonduta non era così saporito come aveva sperato. I suoi sette amici stavano solo giocherellando con le forchette dal lungo manico. Rotolavano i loro cubetti di pane dentro il caquelon con scarso appetito. Avrebbe dovuto usare un formaggio da cucina, o aggiungere pezzi di gorgonzola, o spendere un po’ di più per acquistare del groviera o dell’emmental. Il formaggio trattato che aveva preferito si scioglieva in fretta, ma si scomponeva al calore del minuscolo fornellino da tavolo. Si emulsionava come olio di scarico nell’acqua. La mistura aveva prodotto una pellicina grassa ben poco invitante. Era stato un errore, anche, abbandonare la tradizionale e generosa dose di kirsch in favore del vino da cucina. Cosa avrebbe potuto fare a quel punto per salvare la cena? Doveva esserle sembrata una buona idea – con tanto nervosismo e irritazione intorno alla tavola – fare un gioco che non solo nessuno aveva mai sperimentato, ma di cui nessuno aveva mai sentito parlare: il Fonduta Strip.

Jim Crace – La dispensa del diavolo

Conservare l’energia

In questi ultimi giorni mi torna alla mente una frase che mi fu rivolta, tanti anni fa, dalla mia tutor alla Osho Mistery School, dove avevo intrapreso un percorso di crescita. Ero molto emozionata di questa nuova fase della mia vita, e con lei parlavo molto, ero molto eccitata. A un certo punto mi disse: “Ecco, vedi dove disperdi l’energia? Con tutte queste parole non hai nemmeno il tempo di sentire cosa vuoi veramente dire”. Non so che senso avesse per lei dirmi queste cose, ma per me ascoltarle ne ha avuto molto. Questo Quattro di Denari oggi mi ricorda quel momento, e mi aiuta a non sprecare parole, ma ad ascoltare in silenzio. Il momento è prezioso, e non mi sembra che condividere, in questa fase, per me significhi parlare con le persone. Sento invece che aprire uno spazio di silenzio aiuta il cuore a fiorire, e a fiorire insieme. Si è aperto uno scorcio per un nuovo punto di vista, e non me lo lascerò scappare.

Trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro centrale che rende utile la ruota. Plasmiamo la creta per formare un recipiente, ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente. Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza: sono queste aperture che rendono utile una stanza. Perciò il pieno ha una sua funzione, ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.

Lao Tzu

Il passato è passato

Prendere questi Dieci Bastoni, disporli per fare un falò e prendere il fuoco per farli bruciare ormai non mi costa nulla. Questa carta stasera conferma il percorso che avevo intravisto anche nelle sere appena trascorse. Non ci sono più lacci e lacciuoli che mi legano, rimane il cuore pulsante dell’affetto e la nostalgia delle cose perdute. Ma sento l’aria sulla faccia, come quando si va in bicicletta o si corre, e me la sto godendo tutta. C’erano dei limiti e ora non ci sono più. E sono molto grata alle barriere che mi hanno protetto, dovevo pulire la mia energia da molte fatiche. Ora per magia è arrivata la grazia del perdono, e con lei la vita si è fatta più leggera. Le protezioni non hanno più ragione d’essere, e il passato è perdonato. Diciamo che sono pronta, quando si parte?

Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;

il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele

e prendere i venti del destino,

dovunque spingano la barca.

Edgar Lee Masters – Antologia di Spoon River

Terra, germogli, odore di erba bagnata

Dopo tanta siccità ecco arrivare la pioggia vivificante. Sentiamo finalmente l’odore della terra, e la fatica del cammino sta per essere ricompensata dal ritorno a casa. Il Sei di Bastoni viene dopo le scaramucce del Cinque di Bastoni, siamo tutti uniti, in grande spolvero per l’incontro con i nostri amici e parenti. Siamo trionfanti, il passato è passato, non ci ricordiamo nemmeno più dei momenti difficili, perché ce l’abbiamo fatta. Ecco, stasera mi sento un po’ così, come una che ha superato il punto più alto del passo e ora sta andando a valle, in discesa. Nei giorni scorsi qualcosa si è cristallizzato dentro, ci sono nuove consapevolezze, nuovi orizzonti da guardare, so che è arrivato il momento di andare. Sto preparando il mio bagaglio di sogni e riordinando le idee. Così, fino alla fine, sempre.

L’effetto della vittoriosa avventura dell’eroe è di far fluire nuovamente la vita nel corpo del mondo. Il miracolo di questo flusso può essere presentato in termini fisici come una circolazione di cibo, dinamicamente come una corrente di energia. Queste diverse immagini si alternano con facilità e rappresentano i tre gradi di condensazione di un’unica forza vitale . Un raccolto abbondante è il segno della grazia di Dio; la grazia di Dio è il cibo dell’anima; il lampo e il fulmine sono prodromi della benefica pioggia, e allo stesso tempo la manifestazione della liberata energia di Dio.

Joseph Campbell – L’eroe dai mille volti

Scambio di idee

Questa passeggiata fra amici era iniziata fra scherzi e risate, i bastoni erano utili per aiutarci nel cammino. Poi, parlando, discutendo, ecco, siamo arrivati a questo Cinque di Bastoni! Non ne vogliamo sapere di ascoltarci l’un l’altro, abbiamo cominciato a urlare. Ognuno cercava la sua soggettività, e aveva bisogno di credere di essere in lotta con quella degli altri. A un certo punto, però, abbiamo buttato i Cinque Bastoni per terra e ci siamo messi a ridere, rotolandoci fra i covoni di fieno. Essere insieme è bellissimo, ed è bellissimo cercare il proprio unico dono da lasciare al mondo. Non c’è soluzione, perché entrambe le vie sono onorevoli e degne di essere vissute. Ogni tanto fa bene scambiare le idee con gli altri, pulisce i pensieri stagnanti; non c’è nemmeno bisogno di trovare un’idea comune, perché ogni idea è bella in se stessa. Allora divertiamoci a scaldare gli animi, difendiamo con passione il nostro punto di vista. Poi facciamoci una bella risata, perché il nostro piccolo ego non è poi così importante.

“I politici ed i preti di tutte le religioni, i governanti e le burocrazie – stanno tutti creando molto fango. Ora dobbiamo far crescere fiori di loto. Non c’è bisogno di annegare nel loro fango. Devi seminare semi di loto.”

Osho – The razor’s edge

Pulita e decisa

Oggi è stata una giornata di ozio, una domenica di pulizie interiori. Ho lasciato che la polvere degli avvenimenti della settimana appena trascorsa si depositasse, per far emergere ciò che rimaneva di vero. Tolta la confusione e la nebbia provocata dai mille movimenti dentro e fuori, su e giù, destra e sinistra, è rimasto questo, l’Asso di Spade. Il cielo è grigio, non ci sono tanti appigli a cui aggrapparsi, ma c’è una volontà indomita dentro. E’ più forte della pigrizia, è più forte della prigione dorata che quotidianamente mi invita ad entrare con un sorriso sornione. Non c’è molto da fare, devo semplicemente seguire quello che desidero davvero. E se durante le mie giornate mi ritrovo in luoghi che non mi appartengono, che non amo con tutto il cuore, farò in modo di non tornarci più. Se mi trovo con persone con cui non sono totalmente me stessa, farò in modo di non vederle più. E’ semplice, basta che io percorra il mio cammino.

Potessi solo correre infinitamente
Come l’ape del campo
E visitare solo chi volessi
Senza che nessuno visitasse me
E corteggiare tutto il giorno ranuncoli
E sposare che mi va
e abitare un po’ dovunque
o meglio darmela a gambe
senza polizia alle calcagna
o inseguire lei se lo fa
finché saltasse penisole
per sfuggire alla mia caccia –
Dico “Fossi solo un’ape”
Su una zattera d’aria
E remassi nel nulla tutto il giorno
E ancorassi “oltre la barra”
Che libertà! Così pensa il prigioniero
Segreto nella cella sotterranea.

Emily Dickinson – Poesie

Che sorpresa!

Ohibò, non me l’aspettavo proprio, questa carta, la n. XIX, Il Sole. Stasera mi sento nostalgica, e il mondo corre troppo in fretta per i miei gusti, in questo periodo. Gli eventi si succedono senza soluzione di continuità, e a volte desidero fermarmi e semplicemente respirare. Questo arcano però racconta molto di più del respirare, racconta di gioia, di gioco e risate. Immagino sempre questo bimbo che, appena sveglio, sale sul suo cavallino e trotta insieme a lui, poi fa un bagno nel mare azzurro e salato che c’è proprio dietro il muretto coi girasoli. Dopo va sulla terrazza della casa, e mangia ricotta e fichi per colazione. Entrare nella corporeità, vivere appieno l’ esistenza animale, con semplicità e allegria, questa è la narrazione del Sole. Bene, attendo gli eventi speranzosa, anche se mi sta sorgendo il sospetto che devo fare qualcosa di diverso, per sentirmi così. Mi verrà in mente il prossimo passo, al momento questa visione mi piace molto, e mi basta sapere dove voglio andare.

Ma chi mette a profitto ogni istante della sua vita, chi dispone di ogni giorno come della vita intera, non desidera né teme il domani. Quale nuovo piacere potrebbe infatti portargli un’ora in più? Tutto gli è noto, tutto ha gustato a sazietà. Quanto al resto, disponga pure la sorte come vorrà: la sua vita è ormai al sicuro. Le si può aggiungere, ma non certo togliere qualcosa. E aggiungere alla maniera di chi, beato e satollo, non desidera più altro cibo, anche se quello che arriva non lo rifiuta.

Lucio Anneo Seneca – La brevità della vita

Una sentenza inappelabile

Buonasera, Carta Senza Nome, arcano n. XIII, tra gli arcani maggiori il più temuto. Ecco La Morte che fa il suo ingresso, in corazza nera su cavallo rigorosamente bianco. Al suo passaggio non si può non chinare la testa. Mi preannuncia il cambiamento temuto e agognato. Temuto perché perderò qualcosa, di sicuro, e sarò meno ricca, almeno per un po’. Agognato perché non sono capace di sopportare e aspettare che passi, preferisco il movimento. Attendo quindi col cuore aperto le novità in arrivo, senza aspettative positive, so che saranno di mancanza, di vuoto. Non è la prima volta che guardo in faccia questo arcano, mi è successo in moltissimi casi, e ogni volta ne sono uscita arricchita. Dopo un po’. Ora è il momento delle vacche magre, occorre ricordarlo. D’altra parte tutto muta, tranne il cambiamento.

L’avvicinarsi della morte e la morte stessa, il dissolvimento della forma fisica, sono sempre una grande occasione per la realizzazione spirituale. Questa occasione va tragicamente perduta gran parte delle volte, poiché voi vivete in una cultura che è quasi totalmente ignorante della morte, come è quasi totalmente ignorante di ogni cosa che realmente importi.

Ogni portale è un portale di morte, morte del falso sé. Quando lo attraversate, smettete di trarre la vostra identità dalla vostra forma psicologica, creata dalla mente. La morte è un’illusione, così come la vostra identificazione con la forma era illusione. La fine dell’illusione: ecco tutto ciò che è la morte. È dolorosa solo fintanto che voi vi aggrappate all’illusione.

Entrate nell’Adesso dovunque vi troviate.

La vostra Salvezza è uno stato di libertà: dalla paura, dalla sofferenza, da un presunto stato di mancanza e insufficienza e possesso. È libertà dal pensiero compulsivo, dalla negatività, e soprattutto da passato e futuro come bisogno psicologico. La vostra mente vi dice che potete arrivare da qui a lì. Deve succedere qualcosa, oppure voi dovete diventare questo o quello prima di essere liberi e appagati. Vedete il tempo come la salvezza mentre in verità è il più grande ostacolo verso la salvezza. Voi “arrivate” lì rendendovi conto che ci siete già. Per tanto qualunque condizione può essere utilizzata per la salvezza, ma non è necessaria nessuna condizione particolare.

Eckart Tolle -Il potere di adesso