Forza,dai che ce la fai!

Un cinque stasera, e non un cinque qualsiasi, ma il Cinque di Denari. I Cinque, negli arcani minori, indicano sempre un momento di crisi, anche se passeggera. In questo caso, i due mendicanti, con i piedi oramai nudi nella neve, affaticati, di cui uno ha stampelle e la testa fasciata, e l’altra tenta di coprirsi con uno scialletto, nonostante il freddo, sono arrivati al Tempio. Dentro ci sono bevande calde, cibo caldo, un lettuccio pronto. Tanta fatica sta per vedere la sua fine, e finalmente ci sarà ristoro. Sarà vero anche per me? Mi piace questa carta, mi ricorda che tante situazioni sospese stanno per avere una nuova collocazione, sta per cominciare un momento nuovo, e questa volta al caldo, con un bel tè bollente e una coperta buona. Ci si abitua alla fatica, dopo un po’ non ci si accorge più di farla. Ma quando si trova rifugio, allora sì.

Viaggiare a piedi è cosa da fare da soli, almeno una volta nella vita. Un’avventura che ti cambia per sempre. Non serve andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Basta molto meno. Ovviamente i sedentari vi diranno di non farlo. Voi ignorateli: non serve un gran fisico,e i pericoli sono inferiori a quelli di un viaggio in automobile. Il difficile è aprire la porta di casa e uscire. E’ superare la vischiosità delle abitudini e i dubbi che accompagnano ogni partenza. Una volta fuori, il più è fatto. Poi inizia la metamorfosi.

Paolo Rumiz

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