Regina di Spade

So diventare molto dura, a volte. Se mi capita di incontrare situazioni che non sopporto non scendo a compromessi; oggi è accaduto proprio questo. Mi sento come questa Regina di Spade, in mano ho un’arma tagliente, cristallina, pura. Faccio comunque quello che voglio. Un gran vantaggio, saper prendere responsabilità delle proprie azioni e della propria vita. Dona la libertà di essere quello che si è. E allora, a volte, bisogna essere potenti e granitici, anche se leggeri come la Nike di Samotracia. Benvenuta Regina temuta e potente, sono qui ad accoglierti. Come Kali ho cento braccia che distruggono, cento braccia che creano. Il punto di svolta fra questa sensazione odierna e l’agitarsi scomposto dei violenti è l’etica. Mi guardo allo specchio al mattino, vedo l’età che avanza e vedo anche la bellezza dell’animo che fiorisce, giorno dopo giorno.

Durga

Una guerra tra Demoni e Dei Nella tradizione iconografica hindu, Durga porta con sé una lancia, un arco, una spada, una conchiglia -che rappresenta il potere del suono-, un fiore di loto -per rappresentare la fertilità-, un rosario (mala) -per simbolizzare la preghiera. Si narra che Durga fu creata come dea guerriera per combattere e distruggere il demone Mahishasura. Che, a seguito di intense preghiere a Brahma, aveva ottenuto la grazia di non poter essere sconfitto da alcun uomo o essere celeste. In virtù di questo potere, il demone sconfisse tutti gli dèi e la Trimurti, ossia la forma triplice dell’Essere supremo dell’Induismo manifestantesi nelle tre divinità di Brahma, Shiva e Vishnu. Questo fatto scatenò un regno di terrore sulla terra, in cielo e negli inferi. Dal momento che solo una donna avrebbe potuto ucciderlo, gli dèi e la triade crearono un abbagliante raggio di energia dal quale nacque Durga. La sua forma era di una bellezza accecante, con il viso scolpito da Shiva, il busto da Indra, il seno da Chandra (la Luna), i denti da Brahma, le natiche dalla Terra, le cosce e i ginocchi da Varuna (il vento), e i tre occhi da Agni (il fuoco), con il corpo dorato e dieci braccia. Ogni dio le diede anche la sua arma particolare: Shiva il tridente, Vishnu il disco, Indra la folgore. Dopo diversi giorni di battaglia contro il Demone, durante i quali il suo esercito venne decimato, egli fu finalmente ucciso il decimo giorno con la luna piena.

articolo su Yogajurnal di Sally Kempton

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